La linea è chiara e la testa non si piega. Il Movimento Regione Salento, dopo aver rimandato la settimana scorsa l’appuntamento causa maltempo, è tornato ancora una volta in campo a difesa del territorio, contro le invasioni di chi in questo lembo di paradiso vuol fare le sue fortune, a discapito delle bellezze naturali. Un forte NO si è levato questa mattina contro la paventata realizzazione di un parco eolico galleggiante al largo della costa fra Otranto, Santa Cesara Terme e Castro.
Il progetto, annunciato e portato avanti dalla società Odra Energia, prevede l’istallazione di 90 pale galleggianti a partire da 9 chilometri dalla costa. Un vero e proprio sfregio al Salento.
Ed è proprio da Porto Miggiano, uno dei punti che maggiormente risentirebbe dell’impatto visivo della nuova opera, che il MRS, con a capo il suo presidente Paolo Pagliaro, ha manifestato insieme ad amministratori, sindaci e assessori, associazioni, militanti e cittadini, per amore verso questo territorio in grave pericolo. Tutti contrari all’insediamento. La battaglia ha unito tutti perché non esistono steccati ideologici davanti ad un bene comune così grande e prezioso come il nostro paesaggio.
Un’onda di passione e determinazione, tutti uniti dalla stessa idea: la bellezza del Salento non è un bene trattabile.
È sceso in campo anche lo studio legale Quinto che assicurerà consulenza giuridica e assistenza legale gratuita in questa battaglia.
Il consigliere regionale Paolo Pagliaro ha già presentato un’interrogazione e una mozione per impegnare il Governo regionale a prendere una posizione netta e chiara contro questo mega impianto offshore.
“Oggi è una bella giornata – ha commentato Pagliaro – perché ci ritroviamo uniti, siamo un esercito, siamo il partito del Salento Unito che va oltre le ideologie e si ritrova sui temi importanti. E siamo qui per dire NO a quello che potrebbe diventare l’ennesimo scempio ambientale ai danni di questa terra stanca di essere deturpata e sfruttata. Grande assente il Parlamento e la Regione sonnecchia, ma ci batteremo perché questo non sia un nuovo caso TAP, per questo diciamo che è solo l’inizio della nostra battaglia.
Questo è uno dei luoghi più belli del mondo e non possiamo permettere che giganti alti fino a 300 metri, posizionati da 9 a 25 chilometri dalla costa, violentino questo paesaggio meraviglioso. Quante volte nelle giornate più limpide abbiamo ammirato le bellissime montagne dell’Albania, quanti turisti sono venuti a visitare questi posti? Questa terra vive di turismo e di pesca e subirebbe un danno enorme.
Tra i motivi del nostro NO c’è un dato chiaro: la Puglia e il Salento producono già un quarto dell’energia eolica generata in Italia. Quindi abbiamo già dato. Ci tengo però a sottolineare che noi siamo a favore delle energie rinnovabili, ovunque, tranne dove sfregiano, rovinano, deturpano e siamo stanchi di dover combattere per l’ovvio. Con quale criterio si possono autorizzare simili installazioni?
A tal proposito ho chiesto un Consiglio regionale monotematico per ragionare sulle strategie future per le rinnovabili, e su questo mega parco ho già presentato un’interrogazione e una mozione per impegnare la Giunta regionale a prendere una posizione netta contro questo obbrobrio. E in queste occasioni c’è il redde rationem, e capiremo chi sta dalla parte delle multinazionali e chi invece vuole il bene del nostro territorio.
È importante mettere mano al PEAR in modo da definire le zone idonee per eventuali nuovi insediamenti.
Bisognerebbe seguire il modello dei Paesi del nord Europa dove ci sono pannelli fotovoltaici sui tetti per l’autoproduzione energetica, e inoltre si possono istallare nelle zone Sin, nelle aree industriali e artigianali, ovunque ma non dove si procurano sfregi di questa entità. E poi abbiamo l’esempio virtuoso di cooperative di comunità con impianti fotovoltaici sui tetti, che assicurano energia pulita gratuita per il fabbisogno delle famiglie, oltre al riconoscimento del surplus rimesso in rete.
Le soluzioni ci sono e vanno nella direzione dell’interesse comune. Siamo stanchi di dover vedere le multinazionali arricchirsi, lasciando ferite insanabili al nostro Salento. Questa manifestazione è solo il punto di partenza di una battaglia che porteremo in ogni sede opportuna, per dire basta a queste scriteriate politiche dello sfregio. Ringrazio sindaci, amministratori, pro loco, associazioni e tutti i presenti, perché hanno scelto di lottare per difendere il territorio”.
Il Movimento Regione Salento, nel corso del sit-in, ha anche ribadito di aver iniziato a promuovere, grazie ai suoi consiglieri comunali, una mozione da discutere nei vari Comuni per opporsi al progetto.
Intanto, la Regione batta un colpo per dire con chiarezza da che parte sta in questa vicenda.

 

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