ZES: ennesima ingiustizia ai danni del Salento

26 ottobre 2017, @ 3:48PM

Editoriale del Presidente Paolo Pagliaro pubblicato sul Quotidiano del 26 ottobre 2017

Bisogna riflettere a lungo su quello che accade intorno a noi e quando la politica non svolge correttamente il proprio ruolo va rinnovata; la Regione Puglia sta perpetrando l’ennesima ingiustizia verso il Salento. Parliamo delle Zone economiche speciali (Zes) che mirano ad attirare investimenti esteri o extra-regionali in determinate zone, grazie a degli incentivi e agevolazioni fiscali. Il decreto Sud prevede un’erogazione di circa 200 milioni di euro, da usare tra il 2018 e il 2020. Nel decreto ci sono indicazioni chiare e le aree territoriali da inserire nel progetto dovrebbero nascere nelle Regioni meridionali: Calabria, Sicilia, Basilicata e Puglia. Queste aree devono essere istituite in zone delimitate e identificate con la possibilità di accludere anche aree non direttamente adiacenti che però devo avere una connessione con le zone portuali. Una possibilità che calza a pennello al Salento: zona portuale e quindi Brindisi e Taranto. E se in un primo momento, seppur in maniera non totalmente appagante per il Salento, sembrava che la Regione avesse deciso di inserire le ASI di Bari, Brindisi e Foggia e poi alla fine ha considerato soltanto la Camera di Commercio di Bari, escludendo anche Brindisi che ha uno dei porti più importanti della Puglia ed ha tutte le caratteristiche per essere una Zes. Tutto questo accade nel totale silenzio dei politici salentini regionali che dimostrano ancora una volta una superficialità immane che castra un territorio che avrebbe avuto bisogno di diventare Zes per sfruttarne tutti i benefici e per iniziare un programma di crescita che avrebbe coinvolto tutto il Salento. Ancora una volta Emiliano dimostra disamore per la nostra terra. C’è troppo silenzio intorno a questa questione. Perché non pensare a Brindisi e Taranto, zone portuali entrambe anche se non adiacenti ma facenti parte della stessa zona che è il Salento? Perché pensare sempre e soltanto a Bari? Perché non c’è stata e non c’è una levata di scudi dei consiglieri regionali salentini? Stiamo perdendo l’ennesimo treno per il futuro, anzi ci stanno sottraendo l’ennesima risorsa con metodi che non oso definire ma non sono di certo da considerare azioni strategiche della buona politica. Il Salento sarebbe potuta essere una Zes esemplare ma da Bari hanno deciso che non sarà così. Avere gli strumenti e non saperli usare è come brancolare nel buio urtando con la testa contro gli atavici problemi.

26.10.17

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