Un boicottaggio morale dei treni di “Trenitaglia”, per fermare la politica di sfruttamento della periferia e per spingere i governi a prendersi cura di tutta l’Italia.

10 gennaio 2012, @ 5:43PM

Chissà se il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, da meridionale attento ai problemi del Sud, ritiene accettabili i soprusi di Trenitalia e la sua assurda politica dei trasporti. Chissà se il premier Mario Monti, parlando di italiani tutti uguali ed equilibrati, considera equilibrata l’azione intrapresa nei confronti del trasporto ferroviario.
Domande che gli amici del Movimento Regione Salento si stanno ponendo in queste ore, perché tante, davvero troppe, sono le segnalazioni che ci giungono sui disagi creati ai salentini dalle scelte scriteriate di Trenitalia e dalla fasulla riorganizzazione in atto da parte del sistema dei trasporti ferroviari.
La ferrovia è uno dei primi simboli dell’Italia unita, ma oggi paghiamo le conseguenze di una politica nazionale sorda alla voce dei salentini che chiedono, invece, di essere annessi al resto della penisola e di un governo regionale incapace di far pesare le ragioni del territorio sullo scacchiere. Paradossalmente sta avvenendo l’esatto contrario di quello che dovrebbe avvenire e il territorio è ormai esasperato.

Come può il Salento mettersi al passo col resto d’Italia, se diminuiscono i collegamenti e aumentano le tariffe dei biglietti? Perché questo è ciò che sta avvenendo. Con la soppressione dei treni notte si obbligano i potenziali clienti a scegliere i treni più costosi con grande danno per le tasche di tutti, in un momento difficilissimo a livello economico.
E’ talmente assurda la situazione che al giorno d’oggi conviene di più viaggiare in aereo che non in treno. Una cosa vergognosa per un Paese civile.
Non ne possiamo più. La rotta va invertita.
Trenitaglia non è in grado di gestire il sistema dei trasporti, che va subito riformato, a partire dalla sua classe dirigente.

10/01/2012
di Paolo Pagliaro
Presidente
Movimento Regione Salento

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