Regione Salento: se non ora, quando?

29 ottobre 2012, @ 1:00PM

In questi giorni, e per il momento, si è esaurito lo stato confusionale vissuto dagli amministratori regionali, provinciali e comunali a valle delle decisioni del Governo nazionale che ha emanato disposizioni normative riguardanti, fra l’altro, il riordino e la nuova strutturazione organizzativa e funzionale delle Province. Su tale tematica, la Regione Puglia ha deciso di non assumere alcuna decisione circa la configurazione amministrativa e geografica delle nuove Province delegandola al Governo, mentre si è assistito, per le Province, alla difesa dello “stato quo” adducendo la loro importanza storica ed i risultati socio-economici autosupervalutati ed alla strumentale proposta di una macroprovincia e, per i Comuni, alla “corsa all’appartenenza” amministrativa, geopolitica, economica, sociale e culturale all’una o all’altra Provincia facendo assumere al Consiglio Comunale confuse deliberazioni.

A completare la confusione degli amministratori locali, si devono aggiungere le fibrillazioni prodotte a livello regionale dal disegno di legge che ha l’obiettivo di apportare significative modifiche al Titolo V della Costituzione per riportare alcune funzioni ora svolte dalle Regioninell’ambito di quelle di competenza statale.

Tale indecoroso e sconfortante quadro di riferimento rende quanto mai attuale, tempestivo ed opportuno l’avvio del procedimento giuridico e politico finalizzato alla costituzione della Regione Salento per il seguente ordine di motivi: 1-le nuove Province si configurano come enti di secondo grado senza alcuna programmazione ed autonomia finanziaria propria e con funzioni ridotte poiché gran parte di quelle attuali vanno trasferite alla Regione. Ciò condurrà ad un ulteriore accentramento in queste ultime delle decisioni riguardanti lo sviluppo dei territori che, in assenza di una struttura sovracomunale di immediato riferimento, impedisce agli stessi di autodeterminare il proprio modello integrato di sviluppo socio-economico correlato con le reali esigenze ed i fabbisogni dei cittadini residenti, capace di competere a tutti i livelli attesi i punti di eccellenza e di forza presenti nel territorio salentino, e di gestire direttamente le risorse finanziarie comunitarie allo scopo destinate e obbligandoli a sottostare a condizionamenti, vincoli e vischiosità che caratterizzano l’attuale operatività degli organi politici ed amministrativi della Regione.

La presenza ed operatività della Regione Salento eviterebbe tutto ciò; 2-la costruzione della nuova Regione sarà basata, come risulta dagli elaborati predisposti dal Cantiere Regione Salento consultabili sul sito del Movimento, su una struttura snella e meno burocratizzata rispetto all’attuale configurazione della Regione Puglia poiché, oltre a dotarsi di organi politici composti da un numero minimo di consiglieri ed assessori, opererà utilizzando le risorse umane e le professionalità appartenenti al territorio quantitativamente determinate con riferimento all’effettivo “carico” di lavoro richiesto per lo svolgimento efficace ed efficiente delle funzioni regionali la cui attività sarà caratterizzata da uno stretto rapporto con la cittadinanza intermediata dall’effettivo funzionamento del Consiglio delle Autonomie Locali; 3-il costo di funzionamento della struttura organizzativa della Regione Salento sarà molto più contenuto rispetto a quello attuale della Regione Puglia.

Infatti, a fronte dell’attuale incidenza pro-capite delle spese correnti della Regione Puglia pari ad E. 2.187 che, in relazione agli effetti stimati per l’attuazione della “spending review”, diverrà pari ad E. 2.220, il bilancio di previsione formulato per la Regione Salento che considera anche quest’ultimo effetto, quantifica la stessa incidenza in E. 1.897 con una riduzione della spesa corrente per cittadino residente pari al 13.78%; 4-i parametri economici (PIL e Valore Aggiunto), infrastrutturali e del mercato del lavoro, determinati sulla base di dati resi pubblici da ISTAT ed Unioncamere, attestano la consistenza del sistema economico-sociale del Salento che è quantificabile nel 43-45% dell’intero sistema regionale; ciò, assicura la piena operatività programmatica, funzionale, decisionale e finanziaria della nuova Regione Salento. Tutto questo insieme di motivi dovrebbe assumere rilevanza ai fini dello sviluppo del territorio salentino piuttosto che disputarsi le spoglie degli enti locali e/o il mantenimento di posizioni ormai anacronistiche.

29/10/2012
di Umberto Fanuzzi
Responsabile Area Economica
Cantiere Movimento Regione Salento

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