Referendum Regione Salento, c’è il quorum.

13 dicembre 2010, @ 3:58PM

Superata quota 600 mila

La soddisfazione di Paolo Pagliaro: «È un traguardo storico, un segnale politico»

Il quorum per l’indizione del referendum istitutivo della nuova Regione che dovrebbe comprendere le attuali province di Lecce, Brindisi e Taranto è stato raggiunto. I consigli comunali che rappresentano più di un terzo della popolazione complessiva (600mila abitanti) si sono espressi favorevolmente. L’iter, così ben avviato, è però solo all’inizio.
Il 20 dicembre i promotori del referendum saranno a Roma, per depositare all’Ufficio Centrale per i Referendum della Corte di Cassazione la richiesta dei consigli comunali ai sensi dell’articolo 132 della Costituzione. Grande soddisfazione per il risultato raggiunto è stata manifestata da Paolo Pagliaro, Presidente del Movimento Regione Salento: «Ora i cittadini del Salento possono “dare del tu al loro futuro”. Da oggi la gente si riappropria della facoltà di scegliere la direzione. Da oggi e per la prima volta nella mia vita, come promotore di questa iniziativa, mi sento davvero fabbro del mio destino. Lo dico senza retorica: è un grande segnale politico. Nella stragrande maggioranza dei casi i consiglieri comunali, i sindaci e gli assessori del Salento hanno scelto di affidare una decisione così importante ai cittadini. Certo duole che alcuni di questi si siano sentiti in diritto di votare “no” all’indizione del referendum». Anche il consiglio comunale di Taranto si è espresso a favore del referendum.

«Si apre un nuovo capitolo nella nostra storia. Noi giovani che attraverso questo cammino di libertà possiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere», dice Andrea Toma, responsabile provinciale per Taranto del Movimento Giovanile Regione Salento. Tra le adesioni di maggiore spicco al Movimento, c’è quella di Michele Errico, già presidente della Provincia di Brindisi: «Questo movimento è espressione di gente libera, è la vera rivoluzione. Lecce, Brindisi e Taranto possono insieme determinare ciò che è meglio per questi territori, mentre Bari non ce lo può dire».

Wemag 13/12/2010

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