Piano straordinario del lavoro regionale: deludente lo stato di attuazione.

28 settembre 2011, @ 12:49PM

Nei primi giorni di questo anno la Regione ha stanziato 342 milioni di euro avviando un programma composto da 44 interventi specificatamente finalizzati alla salvaguardia di 13.700 posti di lavoro cui sono stati destinate risorse pubbliche per 71 milioni di euro ed alla creazione di 38.335 nuovi posti di lavoro con un impegno di risorse pari a 271 milioni di euro ed un totale di 52.335 unità. Allo stato attuale, gli avvisi pubblici emanati sono 20 con un impegno di risorse pari a 224 milioni. Al momento della presentazione del programma, si rendeva noto che lo stesso sarebbe stato attuato nel corso dell’anno 2011 consentendo di realizzare gli obiettivi di consolidamento dell’occupazione e di creazione di nuova occupazione.
Analizzando i contenuti dei bandi/avvisi finora emessi, la situazione appare così sintetizzabile: risorse già assegnate per milioni 16.377 con nuova occupazione prevista a regime di circa 1.825 unità lavorative compreso 500 contratti di apprendistato; risorse impegnate complessivamente nei bandi/avvisi emessi per milioni 207.623.

Queste ultime potranno essere considerate definitivamente assegnate solo al termine delle valutazioni istruttorie e relative graduatorie finali e sono destinate potenzialmente a circa 26.920. unità, comprendenti11.500 contratti di apprendistato e 1.726 nuovi posti di lavoro, calcolate con riferimento al contributo pro-capite assegnato per precedenti similari operazioni e considerando i destinatari previsti a fronte di ciascun intervento messo a bando.
Nell’attuazione del programma sono coinvolti circa 30 soggetti che compongono un network multifunzionale ed una “folta” cabina di regia interassessorile supportata dalla task-force per l’occupazione e dagli Osservatori tematici nominati dalla Regione(cui partecipano molti “soliti noti”) i cui atti, iniziative, interventi, proposte dovrebbero essere resi pubblici anche per consentire di valutare l’efficacia delle misure oltre che del loro operare.

Il Piano stabiliva che l’incremento occupazionale rispetto alla platea di occupati del 2009, pari a 1.237.600 unità, sarebbe stato pari al 3.1%. Tale percentuale va già rivista in negativo atteso che l’occupazione del 2010 rilevata dall’ISTAT è stata pari a 1.223.100 (meno 14.500 unità); da evidenziare anche che il numero delle persone in cerca di lavoro nel 2010 sono state quantificate in 193.000 unità contro 178.975 del 2009 (+ 7.84%) e che la forza lavoro nel 2010 è stata pari a 1.414.600 unità contro 1.416.600 del 2009.
Contestualmente, la disoccupazione giovanile ( 15-24 anni) è passata dal 31.6% del 2008 al 34.6% del 2010 ed il lavoro irregolare si attesta sul 16.9% degli occupati mentre il tasso di disoccupazione ha raggiunto nel 2010 il 13.5%.Inoltre, i contratti di apprendistato sono passati da 34.705 del 2008 a 26.303 del 2010 (-24.2%).

Nei primi mesi dell’anno in corso tale scenario non ha subito miglioramenti ma al contrario si sono registrati valori ancora peggiori ( tasso di disoccupazione primo trimestre 2011 pari al 13.8%). Il numero delle ore autorizzate per la CIG nei primi otto mesi del 2011 mostra una contrazione significativa rispetto allo stesso periodi del 2010 ma è ancora superiore a quello del 2009 per il 29.54% ed a quello del 2008 del 231.51%. Il dato 2011 parrebbe essere confortante poiché indica un maggior livello delle attività produttive.
Non può, pero, trascurarsi di considerare le recenti stime confindustriali circa l’incremento del P.I.L. nazionale previsto per + 0.7% nel 2011 e per + 0.2 nel 2012; dette previsioni tengono conto dello stato di crisi dell’economia nazionale e mondiale e fanno immaginare realisticamente che il P.I.L. pro-capite regionale, già in trend negativo nel 2010 con una flessione del 2.83% rispetto al 2008 e stabile rispetto al 2009, registrarà ulteriori decrementi nei prossimi due anni.

Il saldo nuove iscrizioni-cancellazioni delle imprese nel primo trimestre 2011 è risultato negativo per 1.572 unità.
A fronte del quadro di riferimento descritto, valutare il grado di realizzabilità degli interventi previsti nel Piano si prospetta operazione ardua e complessa, soprattutto per quelli che prevedono l’attivazione concreta dei 38.335 nuovi posti di lavoro (oggi quantificabili in 3.551 unità) che, peraltro. Se tutti effettivamente attivati, farebbero recuperare solo circa la metà di quelli già persi nel periodo 2008-2010 che sono stati pari a 63.700 unità.
Alcune affermazioni iniziali circa gli obiettivi del Piano, alla luce dei modesti risultati finora realizzati e di quelli prevedibili con l’attuazione delle misure finora avviate, paiono oltremodo ottimistiche. Ad esempio, quelle relative alle risposte che si ritiene di dare nel breve periodo alle generali istanze occupazionali, alla formazione destinata a creare lavoro certo e non generiche aspettative, allo sviluppo economico e non ad interventi assistenziali, alla preferenza da accordare ai lavoratori dei settori maggiormente interessati alla CIG.

L’attuazione del Piano produrrà “circolazione” di contributi pubblici, che, naturalmente, si spera siano destinati ad interventi caratterizzati da efficacia e concretezza in coerenza con gli obiettivi programmati, tali da giustificare l’enfasi data allo stesso in questi mesi e la “passerella” dei vari assessori regionali notata in questo periodo.

28/09/2011
di Umberto Fanuzzi
Area Economica
Cantiere Movimento Regione Salento

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