Parco Rudiae: il nostro giacimento culturale più prezioso.

5 gennaio 2012, @ 5:37PM

La città di Lecce è un sito archeologico di grande importanza, forse non del tutto riconosciuto e valorizzato. Accanto alla città romana ai resti e alle vestigia di monumenti dell’età augustea e adrianea vi sono straordinarie testimonianze di epoca messapica e romana, fra queste la più significativa è la città di Rudiae, patria di Quinto Ennio.
Un elemento importantissimo del nostro progetto politico e del programma per una “nuova” Lecce è sicuramente la valorizzazione e la gestione del Parco Rudiae.
Le nuove scoperte dell’Università del Salento nell’area antica di Rudiae, a poche centinaia di metri dal perimetro urbano di Lecce, ci conferma quello che sapevamo già: Rudiae è un  vero tesoro, nascosto innanzitutto ai leccesi per l’insipienza e la mala gestione delle amministrazioni che si sono succedute in città negli ultimi decenni.

La città antica di Rudiae è un «unicum» che può vantare un sistema archeologico straordinariamente conservato di vestigia messapiche e romane. Ma è anche un’occasione perduta che ha radici antiche: la mancanza di coraggio che nel 1985 portò ad espropriare solo una porzione di tre ettari (il cosiddetto «Fondo Acchiatura»)
dell’area archeologica, nella quale gli interventi di scavo e valorizzazione oggi risultano di fatto vanificati dal degrado in cui versa l’area e dall’abbandono nel quale gli enti preposti, in primo luogo l’amministrazione comunale, l’hanno lasciata.

Non è un caso i recentissimi scavi del laboratorio di Topografia antica dell’Università del Salento hanno «scoperto» un tratto delle poderose mura messapiche posto al di fuori di quell’area, solo grazie alla disponibilità dei proprietari privati delle particelle su cui le mura sorgono. La stessa disponibilità non si può esigere da tutti i privati, ed è quindi ovvio che esistano progetti edilizi in zone limitrofe all’area archeologica, zone che un Piano regolatore generale vecchio di oltre trent’anni ha lasciato libere da vincoli. La Soprintendenza ai Beni Archeologici può tentare di “metterci una pezza”, ma lo strappo è nel Prg e nel ritardo delle procedure con le quali viaggia il nuovo Pug.

La città antica di Rudiae può essere uno straordinario motore di cultura e di sviluppo: pensiamo a quanto Lecce si giova dei suoi monumenti barocchi anche in termini economici e turistici: quanto potrebbe giovarsi di un vero Parco Archeologico che attiri nuovi visitatori e integri l’offerta culturale della città?

Con queste premesse la nostra proposta è di tutela e valorizzazione degli almeno 60 ettari sui quali si estende l’antica città di Rudiae:

1)Il Comune di Lecce faccia la sua parte per le attività di ricerca archeologica, valorizzando quanto già emerso finora: basterebbe stanziare l’1% di quanto speso per lo sciagurato affare del filobus per «scoprire» e restituire alla città chilometri di mura messapiche, un patrimonio inestimabile ora sepolto sotto terra.

2)Il vincolo di tutela archeologica va esteso ben oltre i confini dell’attuale: è sufficiente una convenzione a costo zero con l’Università del Salento per disporre di una mappa archeologica. Sulla base delle conoscenze scientifiche già presenti nel nostro ateneo il Comune può approvare una semplice variante al Prg e impedire che le vestigia della storia vengano soffocate dal cemento.

3)Lì dove i progetti edilizi sono già stati approvati ma sono a ridosso del vincolo archeologico, come nei due palazzi residui del cosiddetto «Comparto 41», con la lottizzazione che fa capo a Salvatore Bianco, l’amministrazione si faccia promotore di una traslazione dei volumi, come già avvenuto (giusta deliberazione del consiglio comunale n. 98 del 22 novembre 2011) con i primi tre palazzi: così si conserva integra per la comunità l’area storica senza danni per l’impresa privata.

4)Si crei subito un percorso di valorizzazione e conoscenza dell’antica Rudiae, tramite una convenzione con i proprietari delle aree, un percorso ciclabile su via vecchia Copertino e un bando aperto ai giovani studenti di Beni Culturali. Cultura, ambiente, economia e turismo possono convivere: così vivono e crescono Lecce e i leccesi.

5)Il parco deve essere segnalato adeguatamente con cartellonistica turistica ad hoc.

6)Le indicazioni stradali devono segnalare il tragitto da percorre per raggiungere il sito lungo la superstrada per Brindisi, quella per Maglie, le principali arterie e gli svincoli delle tangenziali.

7)Il sito deve diventare metà privilegiata di visite da parte degli studenti salentini e degli studenti in gita scolastica provenienti da fuori provincia.

8)Il parco Rudiae, va messo in rete con gli altri siti archeologici del Salento, divenendo tappa del viaggio turistico fra le città messapiche.

9)Ogni anno in Primavera il Parco ospiterà “le Olimpiadi della Storia”, un concorso per giovani, tramite il quale sviluppare una sensibilità civica e ambientale , attraverso attività agonistiche e ludiche.

Il Parco Rudiae è uno straordinario giacimento culturale ed economico. Queste sono alcune idee che ci auguriamo possano essere integrate dai tanti cittadini che vorranno unirsi a noi.

A noi Leccesi, a noi Salentini il compito di saperlo utilizzare.

05/01/2012
di Paolo Pagliaro
Presidente
Movimento Regione Salento

 

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