Pagliaro: “La Costituzione compie 70 anni. E’ giunta l’ora per parlare di riordino territoriale”

27 dicembre 2017, @ 7:23PM

“La nostra Carta Costituzionale compie settant’anni; dopo 18 mesi di lavoro dell’Assemblea Costituente venne firmata proprio il 27 dicembre del 1947 ed entrò in vigore il 1° gennaio 1948”. Così Paolo Pagliaro dell’Ufficio di Presidenza di Forza Italia. “Ancora attuale, ancora bellissima ma bisogna ristrutturarla. È giunta l’ora -continua- per parlare di riordino territoriale, utile a ridare ai salentini quello che è giusto, e per consegnare al Salento l’autonomia che gli permetterebbe di svilupparsi, divincolandosi da un “baricentrismo” soffocante che ne ha limitato la crescita, continua, è sempre attuale, e bisogna ricordare ai più giovani oppure a chi lo ha dimenticato oppure non l’ha mai saputo che durante i lavori dell’Assemblea Costituente nella seduta del 17 dicembre 1946 la proposta di istituire la “Regione del Salento”, dopo la relazione  dell’on. Giuseppe Codacci Pisanelli, autore e promotore dell’autonomia per la sua e nostra terra,  venne approvata ma successivamente fu cancellata a causa di accordi di potere tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista Italiano in difesa dei forti interessi economici baresi. Principale artefice di questo accordo con Togliatti fu il magliese Aldo Moro. Mettendo da parte il dramma e l’orrendo delitto di cui fu vittima Moro non possiamo dimenticare che la sua azione politica è sempre stata nemica del Salento e il suo pensiero insieme al suo operato sono stati sempre a favore di Bari, senza dimenticare che fu proprio lui a volere l’Italsider a Taranto, portandoci nel Salento tutto quello che da altri parti non accettarono; ci sarebbe tanto da raccontare come ad esempio l’ostilità che dimostrò nei confronti della nascita dell’Università del Salento voluta proprio da Codacci Pisanelli che però riuscì a vincere la battaglia.Proviamo ad immaginare quello che sarebbe stato il futuro della nostra terra senza quel colpo di spugna, proviamo a pensare cosa sarebbe oggi il Salento: avrebbe l’autostrada fino a Lecce, non ci sarebbe Cerano, non saremmo stati avvelenati dall’Italsider, e non avremmo Tap, e poi alta velocità, Aeroporto del Salento non secondario rispetto a Bari , piano dei trasporti regionale tutto per il Salento. Saremmo stati gli artefici di questo nostro presente in cui dobbiamo lottare a denti stretti contro il potere barese.La Puglia non esiste storicamente e geograficamente ma fu creata soltanto per una scelta burocratica che non rispettò affatto le tre entità storiche e geografiche diverse che raggruppò e cioè la Daunia, la Peucezia e la Messapia: usi e costumi diversi, dialetti diversi, peculiarità diverse, economie diverse, esigenze diverse e quindi ci vorrebbero delle cabine di regia diverse. Il Salento fu cancellato dalla storia e dalla geografia. Il Salento è già una regione. È l’undicesima -continua Pagliaro- su ventuno per numero di abitanti, 1.800.000, più di Sardegna, Liguria, Marche, Abruzzo, Friuli, Trentino, Umbria, Basilicata, Molise, Valle d’Aosta. E questi numeri non possono essere soffocati da una politica che continua a svantaggiarne lo sviluppo e che ha fatto diventare questo territorio la Cenerentola d’Italia.Per questi motivi rilanciamo questo progetto ogni giorno e combattiamo per raggiungere un risultato che potrebbe cambiare il futuro dei nostri figli. Ovviamente c’è un’evoluzione del progetto che dovrebbe interessare tutto il Paese e  impegnare in maniera trasversale tutti. Il perché è presto detto: l’apparato amministrativo italiano con i suoi 16000 enti è il più caro e il più inefficiente d’Europa. Bisogna mettere mano alla Costituzione. I tempi sono maturi per un riordino territoriale, quello studiato, redatto e proposto dalla Società Geografica Italiana, commissionato dal Movimento Regione Salento, che prevede un taglio netto di enti inutili e costi. L’Italia ha 20 regioni, di cui 5 a statuto speciale, 110 province, 17 città metropolitane e tanti enti inutili come società partecipate, comunità montane, aree vaste, aro, ato, gal, etc., con il riordino territoriale cancelleremmo tutti questi enti inutili, le provincie e le regioni e ridisegneremmo i confini territoriali, generando un risparmio di oltre il 50% oltre ad avere una semplificazione nell’erogazione di servizi. Lo schema finale ci consegnerebbe un Paese con 31 regioni omogenee, di dimensioni ottimali e virtuose, efficienti, fuori dai privilegi e dagli sprechi, partendo da nuovi statuti e funzioni chiare, create tenendo conto delle trasformazioni avvenute negli ultimi anni. Soltanto 31 enti e via tutto il resto. Questa è la madre di tutte le riforme e permetterebbe realmente di cancellare tutte le provincie che dopo la farlocca riforma Delrio sono diventante veramente inutili. Bisogna avere il coraggio -conclude- di guardare al futuro in maniera concreta. Il riordino territoriale è il primo passo, il più importante, che la Politica deve fare per dimostrare a tutti che ci tiene alle sorti del Paese e al suo sviluppo e vuole farlo diventare moderno, giusto ed efficiente, e vuole creare le basi per fare in modo che le generazioni future non siano più costrette a fuggire via dalla nostra nazione in cerca di fortuna. Riordino territoriale e Regione Salento non devono essere un sogno di tanti ma devono diventare una realtà per tutti”.

Lecce, 27 dicembre 2017

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