Lo scippo leghista.

27 gennaio 2011, @ 5:42PM

Dal Salento si serrano le fila contro l’invasione  leghista. Radio Padania deve lasciare le frequenze  illegittimamente sottratte. Sotto accusa la norma che consente un privilegio a una radio di partito.

SERVIZIO DI MONICA CARADONNA

Un dibattito che non si è consumato. Un guanto  lanciato, una sfida non accettata. Agli  angoli, Matteo Salvini, europarlamentare  dellaLegaNordedirettorediRadioPadania,  e il passionario Paolo Pagliaro, l’editore  “scippato” dai leghisti. Il ring, neanche a dirlo,  la rete ammiraglia dell’etere salentino,  Telerama, con le sue dieci battaglie sociali.
Partita non giocata dunque. «Avevo il consiglio  comunale a Milano, sa… l’approvazione  del bilancio», ci ha detto Salvini, «ma poi senta  io non parlo con chi ci chiama arraffoni e  illiberali».
Oddio, sembra un ossimoro! Un leghista, direttore di una radio che lascia passare  «senza filtro» messaggi offensivi verso tutti,  si sente offeso dalle dichiarazioni di chi lo  scippo,l’abuso, lo ha subìto.
Ascoltare Radio Padania camminando tra gli ulivi o muovendosi tra le tracce del Barocco fa quasi impressione. Ed essere obbligati
ad ascoltare insulti e improperi fa storcere il naso. Dalle frequenze 105,6 è partito  di tutto, della serie chi cojo cojo. Insulti  contro i terroni, gli omosessuali, contro il povero  Nichi Vendola reo, secondo un radioascoltatore  di Radio Padania, di non «aver riportato  danni permanenti» dopo la ormai  famosa caduta dalle scale. Quello stesso Nichi che fa anche simpatiaa Salvini.«Porto  anche io l’orecchino, umanamente mi è simpatico,  ma forse dovrebbe spiegare all’Italia quanto costano i suoi ospedali e magari il buco dellasanitànella suaPuglia».
Un clima caldo, anzi bollente, che ha fatto infuriare Pagliaro, che senza mezzi termini attraverso il suo legale, l’avvocato Gianluigi
Pellegrino,lo scorso 10 gennaio ha depositato una diffida al Ministero delle Comunicazioni affinchè sua signora Legalità possa essere
ripristinata.

SOLIDARIETÀ SALENTINA 

Il nodo principale della questione resta uno e uno soltanto: l’articolo 74 della Legge 448  del 2001 che consente alle Radio comunitarie (in Puglia se ne contano 23; due sono quelle di levatura nazionale, oltre a Radio Padania anche Radio Maria-ndr) di appropriarsi di  una frequenza in deroga a qualunque regolamento comunale, di ricevere lauti contributi ma soprattutto di permutare le frequenze in network commerciali.

21 GENNAIO 2011
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IL PASSIONARIO 

Paolo Pagliaro, editore del gruppo Mixer Media, ha chiamato «vigliacchi e arraffoni» i leghisti di Radio Padania. FOTO: DANIELE LA MONACA

21 GENNAIO 2011
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POLITICA 

I GIOVANI di Pd e Pdl invitati dal movimento giovanile Regione Salento a manifestare contro Radio Padania

LE REAZIONI TWEET MATTEO SALVINI DIRETTORE DI RADIO PADANIA

Se abbiamo leso un diritto che si facciano vivi e spegneremo in pochi secondi il segnale, comunque aspettiamo che ce lo comunichi
ufficialmente il Ministero GIANLUIGI PELLEGRINO AVVOCATO DI MIXER MEDIA

Per conto di Mixer Media ho depositato la diffida al Ministero. Vogliamo porre un problema di norma di privilegio e verificare le procedure di assegnazione a Radio Padania

TERESA BELLANOVA PARLAMENTARE SALENTINO DEL PD

Durante la discussione del Mille proroghe alla Camera presenterò un emendamento a una norma assurda e illegittima

PAOLO PAGLIARO

Il Salento è orgoglioso simbolo di accoglienza telecomunicazioni assolutamente paralizzato.
Pietra dello scandalo questo articolo che legittima un abuso, una vera e propria prepotenza, legalizzando un privilegio. «Sì, perchè se c’è un’interferenza,come accaduto con Radio Nice, si consuma una illegalità», spiega l’onorevole Teresa Bellanova del Pd che, su sollecitazione del sindaco di Novoli, Gigi Nicolardi, sta predisponendo un’interrogazione parlamentare sulla questione e laddove
non dovessero esserci risposte esaurienti dal Ministro «quando alla Camera ci sarà la discussione sul Mille proroghe presenterò un emendamento a questa legge assurda».

E in un momento di crisi genera le a chi,come il sindaco Nicolardi, deve fare i conti della serva per portare avanti il proprio comune, saltano i nervi nel verificare che una Radio di partito riceve un contributo di 500 mila euro «quando a Novoli la Finanziaria di Berlusconi e di Tremonti ha tagliato 200mila euro e non possiamo garantire neanche l’assistenza domiciliare integrata».

LO SCIPPO 

Già a settembre Radio Padania aveva occupato una frequenza nel Salento, l’89,700, che poi si è verificato essere di RTL. Dal 17 dicembre si è spostata sul canale 105,6 e sebbene il Ministero abbia comunicato (con la nota n° 16383 del 27 dicembre) che anche questa è una frequenza già nella disponibilità di altri, dal profondo Nord si prende tempo. Dalle coste del Salento non si è fatta aspettare la dura risposta del presidente Pagliaro che chiama «violenti, voraci, arraffoni, illiberali, furbacchioni, aspiranti colonizzatori» i leghisti che secondo l’editore di Mixer Media «non (ri)conoscono la Costituzione Italiana e la vìolano con disprezzo». In attesa che il Ministero si pronunci, l’avvocato Pellegrino è pronto a depositare il ricorso al Tar per sollevare l’incostituzionalità di una legge che consente un tale abuso e per porre soprattutto «un problema di norma di privilegio oltre a verificare le procedure di assegnazione a Radio Padania da parte del ministero delle Comunicazioni».
Dalle frequenze, ora, la palla passa nelle aule di un Tribunale. Nel frattempo Matteo Salvini non nasconde la sua simpatia anche per la Puglia: «Quest’estate ho promesso a degli amici ristoratori di Taranto che verrò giù a trascorrere una settimana di vacanza».
E Pagliaro, attraverso le colonne di Wemag rilancia, offrendo a Salvini una sua villetta a CampoVerde: «Sono io a invitarlo,venga a conoscerlo il Salento. Noi siamo orgoglioso simbolo di accoglienza, ospitiamo con la schiena dritta, stringendo mani e guardando negli occhi.
Il Salento non si fa schiaffeggiare dagli arroganti».
E a chi accusa Pagliaro di secessionismo al contrario, lui risponde «noi siamo solo per l’autonomia e per essere più vicini all’Italia e
all’Europa».

Wemag 27/01/2011
di Monica Caradonna

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