La risposta del Presidente Paolo Pagliaro all’Onorevole Salvatore Ruggeri dell’Udc.

16 giugno 2011, @ 6:57PM

Caro On. Ruggeri,

Caro Totò.

Leggo con sorpresa le tue dichiarazioni su Quotidiano.
Con la premessa che ho grande stima di te come uomo, come politico, come imprenditore e come istituzione, e con la premessa che ho sempre guardato con rispetto all’Udc, ritengo da parte mia doveroso fare alcune precisazioni.
Dici che “l’Alleanza per Lecce ed il Salento non ha portato alcuna novità”.
Permettimi di tradire un testo di Giorgio Gaber, e di risponderti così: “la novità non è star sopra un albero, la novità è partecipazione”.
Il nostro patto politico che abbiamo voluto definire “un patto d’onore fra uomini liberi” porta in sé la novità. Esiste un fermento, in buona parte inedito, rappresentato dalla voglia di 192 persone di misurarsi e di tentare guidare da protagonisti la via del cambiamento.
Vedi Totò, il modo con cui tu semplifichi il nostro percorso politico, è mortificante.
Cito testualmente da Quotidiano la sintesi che tu hai fatto del mio lungo intervento: “Vediamo un po’ come evolve la situazione, poi decideremo con chi schierarci”.
Mi dispiace che tu non abbia avuto il tempo o la voglia di venire a respirare personalmente l’entusiasmo che sabato mattina attraversava l’Hotel Tiziano.
Quell’entusiasmo che, te lo dico con rispetto, non consento che tu o chiunque altro possa spacciare per tatticismo. O peggio ancora che tu possa insinuare nei tanti ragazzi che erano lì il dubbio che possano aver fatto parte di un teatrino in cui il finale delle commedia è già scritto.
La novità, la novità vera, la novità enorme, la novità rivoluzionaria che noi rappresentiamo è la seguente: i simpatizzanti e gli iscritti dei nostri sei movimenti faranno le primarie interne alla federazione per condividere la direzione.
Credo, Totò, che questo modo di fare politica sia per te talmente tanto nuovo da essere incomprensibile. E’ come se in te, leggendo quelle dichiarazioni, si fosse inconsciamente insinuato il meccanismo della rimozione dal tuo ragionamento di un tassello fondamentale. E sai perché Totò?
Perché è una tale novità Politica assoluta che l’hai ritenuta una frase detta lì, così per strappare un applauso, come tanta politica usa fare salvo poi decidere in solitudine.
Insomma, Totò, altro che stampella! Siamo soggetto politico sano, serio, autorevole, giovane. Non siamo una macchina usata esposta in vendita. O peggio, come hai voluto strumentalmente significare, già venduta prima ancora di essere esposta.
Sempre con stima, e con gran rispetto, ti spiego come sia vecchia e per me incomprensibile la “prova” che tu porti di questo nostro presunto accordo con il Sindaco Perrone (che non sento, personalmente, da alcuni mesi, e che incontro solo in occasioni pubbliche, tra l’altro senza, almeno da parte sua e come è suo costume, particolari effusioni ed entusiasmi).
Cito ancora testualmente da Quotidiano: “Anzi, addirittura il fratello (ovvero Dino, mio fratello), assessore al Comune, ha sottolineato che farà di tutto per portare la federazione nel centrodestra. […] Allora, se fosse stato così (cioè se non ci fosse un accordo già preconfezionato con Perrone), l’assessore Alfredo Pagliaro, fratello di Paolo, si sarebbe dovuto dimettere”.
Io vedo che, anche nel tuo partito, ci sono uomini che cambiano casacca e restano addirittura in Parlamento, senza dimettersi da nulla, cambiando semplicemente poltrona alla Camera. E mio fratello, che è una persona per bene, un amministratore capace, un lavoratore, uno che non fa sgambetti politici per il suo personale tornaconto, dovrebbe dimettersi?
Vedi Totò, se Perrone dovesse chiedere un passo indietro a mio fratello Dino, lui non esiterebbe a farsi immediatamente da parte. Ma non per questo cambierebbe il tono delle sue dichiarazioni di stima e di affetto nei confronti di Perrone. Mio fratello è entrato nella Federazione APL con la sua testa, con le sue idee, con i suoi valori, con la sua sensibilità politica, senza fare i “conticini” prima. Se pensi che mio fratello sia un calcolatore della vecchia politica, è perché forse anche qui non sei stato pronto a cogliere l’altra novità: qui nessuno si fa i calcoli pro domo sua!
Se mio fratello perderà l’assessorato, se gli sarà chiesto di dimettersi, non perderà certo né i suoi valori né la sua sensibilità politica. Perché mio fratello fa politica perché ci crede, e la fa nello schieramento in cui crede, e quando dice che “vorrebbe portare tutta la Federazione nel centrodestra” lo dice con la genuina semplicità di chi non fa dichiarazioni per tattica ma con il cuore. Con una variabile, che non sei stato pronto a cogliere: che mio fratello conta 1/6 del tutto. E che i sei ispiratori delle altrettante liste sono sei guerrieri, non sono sei comandanti. Così come non sono un comandante io. Io sono un primus inter pares, delegato democraticamente al dialogo con le forze politiche. Non avrei alcuna difficoltà a trattare assessorati e poltrone con tizio o con caio. E invece no: noi facciamo le primarie interne perché sia la base a decidere.
Tutto questo non è stato da te colto, lasciamelo dire, perché un ragionamento troppo trasparente, perché invece di ascoltare le parole, hai voluto cercare fra le righe la tattica.
Invece erano parole vere, impegni seri, dichiarazioni genuine. Questa è la nostra novità.
C’è un altro aspetto, che vorrei precisare.
La Regione Salento è la nostra stella polare, il nostro minimo comune denominatore.
Il nostro programma, invece, è fatto di una serie di impegni per i bambini, per le donne, per gli anziani. Tutte cose che faremo. Noi vogliamo smontare il filobus ed istituire un patto sociale con la gente, noi vogliamo che l’istituto referendario propositivo sia centrale nell’amministrazione della cosa pubblica. E potrei continuare a lungo. Mi pare, fra l’altro, che questi passaggi programmatici rappresentino una discontinuità con tutti.
E se nessuno di noi rinnega il sogno della Regione Salento, allora il nostro ingresso nelle Istituzioni lo rafforza. Se il Ministro Fitto o l’onorevole Mantovano, (esempi da te citati), saranno contrari a questa nostra idea, sappi che lo è altrettanto il Governatore Vendola. Ma ancor di più ti ricordo che sei contrario tu! Hai messo per iscritto di non condividere il progetto, proponendo in alternativa l’istituzione di una “superprovincia” che includa Lecce, Brindisi e Taranto. Noi, invece, le province le vogliamo abolire, perché solo così riteniamo che la Regione Salento possa essere un modello virtuoso. In questo contesto, in cui riconosciamo alla sola Sen. Adriana Poli Bortone un sostegno reale all’idea della Regione Salento, che cosa dovremmo fare?
Infilarci, come fa spesso l’Udc in Provincia di Lecce, in corse solitarie tese più a far vincere qualcuno e a far perdere qualcun altro?
O imporre alla base la mia candidatura a Sindaco come se fosse un pacco regalo che nessuno ha chiesto e che le famiglie si vedono recapitare nelle case?
No caro Totò, noi il cambiamento vogliamo governarlo, non subirlo. E se io dovessi impegnarmi in prima persona come candidato Sindaco questo non avverrebbe mai senza una reale legittimazione della nostra gente. Quella gente che le sue emozioni e le sue legittimazioni le spenderà per iscritto una volta consultata su tutte le ipotesi in campo.
Noi non siamo una “testimonianza”, non siamo una candidatura di protesta. Noi saremo determinanti per la vittoria del prossimo Sindaco di Lecce, e questo nostro essere determinanti ci porterà al governo della nostra città. Noi non ci faremo ideologizzare da noi stessi, non ci faremo condizionare dagli “ismi”.
Concludo dicendoti che in questa fase, il popolo dell’Apl prende in analisi tutto. Tutte le reazioni, tutti i consigli, e ne farà tesoro al momento della scelta.
Ma niente e nessuno riuscirà a toglierci dalla testa che decidere insieme si può, e che affidare alla nostra gente la scelta della direzione del nostro impegno, è la cartina al tornasole della nostra libertà e della nostra idea di democrazia.
Se le tue parole hanno avuto il fine di attribuirci un’etichetta, sappi che ce la siamo già scollata facilmente di dosso.
Ed allora dialoghiamo, parliamo di politica, parliamo di contenuti e non di tatticismi.
Tutti noi ti riconosciamo lo spessore politico ed umano per essere un nostro interlocutore, se lo vorrai. In modo da dimostrarci che anche il tuo progetto politico, la tua “nuova alba” per Lecce, è un progetto in grado di vincere le elezioni e di renderci protagonisti del governo del cambiamento.
I nostri iscritti ed i nostri simpatizzanti non hanno altra condizione da porre se non la possibilità di essere protagonisti del loro futuro. Se vuoi, puoi esserci anche tu.

Con il consueto affetto e con immutata stima,

Paolo Pagliaro
Alleanza per Lecce ed il Salento.

16/06/2011
di Paolo Pagliaro

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