La nuova questione meridionale

27 settembre 2010, @ 11:19AM

Riguardo alle varie ragioni del NO lette sul Quotidiano di Puglia in questi ultimi tempi, vorrei soffermarmi su alcune particolarmente fumose ed assurde.

E senza andare molto lontano nel tempo (1861 o 1948/49) mi fermerei alle ragioni attuali per cui il SUD a mio avviso debba riprendersi una sua autonomia basata sulla stima degli intelletti, sulla rivalutazione di un territorio che sta portando nella nostra terra turisti ed interessi da ogni parte d’Italia e del mondo.

E non certo solo per la pizzica o per il sole e i litorali ma per moltissime altre ragioni che vanno da un’accoglienza calda che riesce ad offrire ai suoi ospiti sapori genuini di un tempo, prodotti coltivati o seccati al sole forte del Salento, alle botteghe artigianali degne della migliore tradizione, dall’arte della cartapesta tipica solo ed esclusivamente di questa terra, alla lavorazione della pietra leccese invidiata dai migliori artigiani e scultori del mondo per la sua “dolcezza e duttilità” che permette di intarsiare ricami d’ogni tipo……..a casette, trulli e masserie riconvertiti in splendide dimore, acquistate o ristrutturate….guarda caso… da persone del Nord che arrivano qui in Salento e ci rimangono per sempre, affascinate dalla gente e dalle cose . Per non parlare della cultura e dell’architettura dei nostri monumenti noti in tutto il mondo. Non dimentichiamo che Lecce è risultata tra le prime 50 città più belle del mondo secondo un ben noto e recente sondaggio inglese pubblicato sul Times.

Il Salento però ha paura di emergere e conquistarsi quella più che meritata autonomia rispetto alle città del “nord Puglia” che hanno interessi completamente diversi, ed ogni volta che ha tentato di riprendere il discorso sull’argomento ha trovato sempre dei franchi tiratori che hanno bloccato l’entusiasmo della gente.

Ora…non mi sembra una buona ragione per fermarsi e piangersi addosso dicendo: “tanto…non ce la faremo…” . Non mi sembra giusto che il tirare fuori la politica clientelare di passate o nuove gestioni possa essere un’altra ragione per dire NO alla Regione Salento, perché la gente ha il diritto di riprovarci. Dove si va altrimenti a finire con lo scoraggiamento? Siamo uomini o caporali diceva “quel Grande” ed io, cittadina salentina, ho ancora il diritto di sognare di essere un uomo pensante e vedere il mio bicchiere sempre mezzo pieno contro lo sconforto di quello mezzo vuoto.

Qualcuno ci ha affascinato con una frase emblematica e cioè “con il diritto di sognare una Puglia migliore” . Ma tra il sogno e la realtà il cammino è molto lungo.

Il nostro sogno è che funzioni la Sanità, che il problema spazzature e rifiuti in genere sia risolto una volta per tutte . Un sogno sarebbe quello di avere un Salento pulito, senza sacchetti ammucchiati lungo i marciapiedi dei nostri litorali. Che le nostre strade provinciali siano ben illuminate e sistemate, che il turismo non si fermi al 31 agosto ma diventi un progetto stabile che duri tutto l’anno.
Possiamo dunque avere il sacrosanto diritto di sognare tutti un Salento migliore? Sì, e senza paura alcuna. Abbiamo il dovere di provarci ancora, proprio per riprenderci quei benefici che si sono fermati a Bari: porti, aeroporti, ferrovie, autostrade e…il rispetto della gente salentina che è stato calpestato da Governanti che ancora oggi ci chiamano terroni ( a parte il fatto che questo termine a me sembra anche nobile, in quanto siamo “gente, perché no, molto legata alla terra”), Ministri che vanno gridando allo scandalo degli studenti più bravi d’Italia, quelli meridionali. E’ assurdo, dicono, …bla bla bla. E’ vero sig.a Ministro che la Sua preoccupazione è legata al fatto che con tali risultati le borse di studio andrebbero prevalentemente ai ragazzi del Sud? E questo non è decoroso…ahimè.
Ma è pur vero sig.a Ministro Gelmini che la medaglia d’oro delle Olimpiadi nazionali di fisica è andata ad uno studente di Reggio Calabria , come pure quella di bronzo.

Ed è sempre vero che gli studenti pugliesi ammessi all’Università Bocconi di Milano sono in assoluto il gruppo regionale più numeroso, subito dopo i lombardi che sono di casa.

E’ vero sig.a Ministro che i migliori medici delle più attrezzate strutture ospedaliere del Nord sono dei meridionali, e molti…addirittura salentini? Ed è vero che nell’Equipe internazionale che sta lavorando per il vaccino contro l’HIV vi è una scienziata di Lecce che si chiama dott.ssa Lucia Lopalco? Come è vero che l’ISMETT di Palermo ha sperimentato dei trapianti di fegato con il laparoscopio, interventi che fino ad ora sono stati stati eseguiti solo in Francia e negli Stati Uniti.

In campo artistico poi non ne parliamo. Molti sono i talenti salentini che si sono distinti in manifestazioni culturali nazionali di classe. Vogliamo ricordare Giuliano Sangiorgi? I Sud Sound System? Biagio Antonacci (oriundo di Acquarica), Francesca Romana Perrotta vincitrice del Premio Musicultura 2007 e 2010, del Premio De Andrè 09, del Premio Battisti 2010 col riconoscimento di Migliore Personalità Artistica. Come è vero che per due anni consecutivi l’agone canoro di “Amici” è stato vinto da due giovani cantanti leccesi, Alessandra Amoroso ed Emma Marone.

E l’attore Mario Perrotta , leccese, premio UBU nazionale per il miglior testo teatrale di “ODISSEA”.

Gli esempi potrebbero continuare ma ci fermiamo qui. Può bastare per dimostrare che le risorse del Sud,in ogni campo, esistono e vanno valorizzate. (Ometto i nomi di Industrie ed Imprese, perché mi ingorgherei in un elenco infinito di prestigiosi casi).

Basta crederci ed avere la passione e la pazienza di non stancarsi. E mi sembra che siamo sulla buona strada .

E a tutti coloro che gridano al NO vorrei solo rispondere che non sarà né il Comitato né altri soggetti istituzionali a stabilire questa nascita, ma semplicemente i cittadini attraverso il più democratico degli strumenti legali: un referendum popolare.

E a coloro che gridano contro il federalismo fiscale noi del fronte del SI rispondiamo che quel federalismo, se accolto come occasione di sviluppo potrà portare solo grandi benefici, pur tenendo presente e cercando di pregiudicare tutti i rischi geo-politici e sociali di cui esso si fa inevitabilmente conduttore, ovvero una possibile accentuazione delle divisioni tra il nord e il sud del paese e un aumento ingestibile delle sofferenze sociali delle regioni meno forti fiscalmente, ossia le regioni meridionali. Per questo dobbiamo maggiormente attrezzarci e tenere duro.

Queste, a mio personale avviso, alcune ragioni che dovrebbero portarci ad una visione ottimistica delle sorti future del Mezzogiorno d’Italia o meglio del Grande Salento e sulla soluzione definitiva della ‘nuova questione meridionale’.

27/09/2010
di Gina Pennetta – Sociologa

 

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