La carovana del bari-centrismo va avanti e nessuno la ferma.

17 maggio 2012, @ 7:08PM

Sarà la crisi economica a offuscare la mente di qualcuno, ma cominciamo seriamente a preoccuparci per alcuni atteggiamenti schizofrenici e incomprensibili che danno e tolgono a seconda dei territori.
Da un lato il paventato rischio di inaccettabili ulteriori assunzioni da parte dell’Agenzia Regionale per le attività Irrigue e Forestali (Arif), che sarebbero l’ennesima beffa di una politica votata all’irrobustimento dei carrozzoni amici.

Ci sono già più di 1.300 dipendenti in questo carrozzone per boschi e foreste di cui non abbiamo traccia in questa regione, quando se si dovesse prevedere l’assunzione, forse sarebbe più utile indirizzare l’attenzione verso medici e personale infermieristico di cui le strutture sanitarie, specialmente da noi nel Salento, sono carenti.
Dall’altro, l’altrettanto inaccettabile chiusura del punto vendita di prodotti enogastronomici salentini nell’Aeroporto di Brindisi o meglio del nostro Salento, che significa buttare a mare un importante attività di promozione per il nostro territorio.
Al posto dell’enoteca brindisina arriva infatti una società veneta nell’Aeroporto di Papola-Casale, che di certo non è scesa giù per promuovere i nostri prodotti.

La nostra più che una polemica, comunque oggettiva, è una preoccupazione sana e giustificata dall’incertezza che regna sul futuro di una ‘vetrina’, di un luogo di front-line, di prima linea nelle partenze, luogo di transito di persone e turisti che acquistando prodotti salentini portano con sè il gusto del nostro territorio.
Se per Aeroporti di Puglia tutto questo è legge di mercato, noi ci occupiamo e ci preoccupiamo del marketing territoriale, della promozione e della crescita equilibrata del nostro Salento. Siamo arrivati al punto che si decide di limitare o di cancellare anche quel minimo di presenza sul territorio.
Mentre gli enti baricentrici si abbuffano all’inverosimile, al Salento si tolgono anche le briciole. La Puglia con le agenzie ad essa collegate fa scempio del territorio, seguendo una politica che manca di un minimo di programmazione consapevole e soprattutto di una condivisione e concertazione con i territori periferici.

Si gonfiano le carrozze inutili di tanti amici e si abbandonano interi territori come nel caso della Fiera del Salento.
Poteva chiamarsi Fiera di Bari? No, il problema non si sarebbe posto.
Ma per il Salento si pone eccome. Poiché la Fiera di Galatina non è redditizia e non produce ricchezza la Regione scappa e abbandona la Fiera del Salento, proprio come non ha fatto per la Fiera del Levante, che siccome è in perdita, viene aiutata e sostenuta dalla Regione con l’elargizione di ulteriori svariati milioni di euro.
Ormai siamo scandalizzati e sconcertati, e ci vergogniamo un po’ per la politica regionale che siamo condannati a subire e alla quale siamo, nostro malgrado, obbligati a partecipare, ma mai con rassegnazione.

17/05/2012
di Paolo Pagliaro
Presidente
Movimento Regione Salento

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