Intervento “Libero Pensiero” di Paolo Pagliaro Presidente Movimento Regione Salento

18 ottobre 2010, @ 4:53PM

Il Salento esisteva in età romana

Pubblichiamo un intervento del dottor Paolo Pagliaro in risposta ad un “Libero Pensiero” del professor Roberto Caprara pubblicato su Wemag del 1° ottobre . 

Caro Prof. Caprara,
chi, come me, vive nel Salento, a differenza di chi vive lontano, può forse avere più diritto di parlare ed esprimere il proprio giudizio, vivendo quotidianamente sulla propria pelle la situazione di disagio e di emarginazione acuita in Puglia da una politica baricentrica.
Non è certo questa la sede per dibattiti e disquisizioni sui presupposti storici che sottintendono all’istituzione di una Regione Salento, ma finché vige la democrazia ognuno di noi è libero di esprimere il proprio pensiero, fermo restando che la libertà di espressione non deve sconfinare nell’ insulto e nell’ insinuazione di secondi fini che non esistono, alimentando ambiguità non rispondenti alla realtà dei fatti.

In maniera garbata e civile mi sento di contestare le sue dichiarazioni pubblicate su Libero Pensiero, sentendomi orgoglioso di essere uno dei più accaniti e convinti sostenitori di un ambizioso progetto, con l’intento di migliorare il tessuto politico, economico e sociale, dove sono nato e opero, fugando ogni dubbio circa l’instaurazione di un federalismo secessionista di bassa lega, avulso dai disegni del Movimento Regione Salento, che mi fregio di presiedere.

Nessuno ha intenzione di nascondersi dietro la foglia di fico per creare ulteriori danni ad un’economia ormai al collasso. Non rientra nello stile di chi, da una vita, naviga nel mare magnum della comunicazione, ma vorrei sottolineare i motivi, da lei trascurati, che si nascondono dietro alla storia di una fondatezza circa l’istituzione di una Regione Salento. Una storia, che oltre ad essere scandita da un prima e da un dopo, è basata su un principio basilare che lei ha omesso: quello delle origini e quindi del periodo preromano, vero spartiacque di quelle che sono e saranno per sempre da un punto di vista antropologico, linguistico, culturale, economico e sociale: le Puglie. Mi meraviglio che uno studioso come lei, abituato al rigore scientifico, non abbia approfondito la lettura delle fonti raccolte dall’esimio professor Mario Lombardo dell’Università del Salento, per rendersi conto come la Regione Puglia sia soltanto una semplice espressione geografica e amministrativa, imposta dall’alto nel 1947, per nulla coincidente con il trascorso storico.

In quella mole di fonti greche e latine avrebbe colto senza ombra di dubbio gli elementi sostanziali di differenza tra le aree geografiche dell’antica Japigia, suddivisa in Daunia, Peucezia e Messapia, e abitate da tribù distinte e separate, appartenenti ad etnie differenti per cultura, tradizione e scrittura. In queste zone si parlavano lingue diverse prima della romanizzazione, assorbite dal latino e poi confluite nelle varie forme dialettali maturate nel medioevo senza soluzione di continuità. A tal proposito dovrebbero essere illuminanti i preziosi studi sulla lingua messapica, parlata solo ed esclusivamente nella penisola salentina, condotti dal salentino Oronzo Parlangeli e ripresi brillantemente dall’illustre Carlo de Simone, uno dei massimi esponenti di linguistica comparativa.

L’impeto adottato per suffragare le sue ragioni le ha fatto sfuggire una tessera importante del mosaico relativo ad età romana. E non è distrazione di lieve entità. Non è stata una casualità ad indurre l’imperatore Augusto a creare una regio seconda Apulia et Calabria. Non certo per tutelare la sua identità etnica linguistica, come sostiene, ma per arginare l’abisso sempre più profondo tra quel crogiolo di popoli. Il coronimo Calabria indicava proprio la penisola salentina, quella che i Greci chiamavano Messapia, la terra tra le acque, tra i due mari o di mezzo, come meglio preferisce.

Da età bizantina in poi esso venne riferito, invece, all’attuale regione Calabria che, in precedenza, coincideva con il Brutium. Ma lungi da me salire in cattedra, quel compito arduo lo riservo a lei, vorrei rammentarle che, prima di demonizzare quella che reputa un’“idea bislacca”, bisognerebbe conoscerne il vero spirito che la anima. E per non prendere abbagli a volte sarebbe auspicabile non soffermarsi su determinati periodi storici, ma risalire sempre alle origini con opportune e adeguate letture, sgombrando così il campo da ricordi passati e da convinzioni ormai obsolete. Amene letture per allietare la raggiunta pensione! Ben vengano le critiche se sono costruttive, ma non gli insulti, che, oltre ad una caduta di stile, non comportano alcun tipo di crescita. Ma soprattutto affondano e umiliano la dialettica, che non trae linfa vitale dal sarcasmo, ma dal sano confronto.

“Non condivido le tue idee, ma combatterò fino alla morte affinché tu possa esprimerle”. Voltaire docet!

Wemag 18/10/2010
di Paolo Pagliaro
Presidente
Movimento Regione Salento

Posted by
Categories: Articoli

Nessun commento all'articolo
Lascia un commento