Il vortice baricentrico travolge anche le attività culturali.

19 aprile 2011, @ 10:37AM

I numeri parlano chiaro. Le tre province salentine insieme riceveranno poco più della metà delle risorse della sola provincia di Bari.

Ci fa piacere e ci sorprende la risposta dell’assessore regionale alla Cultura, quanto meno perchè si tratta del primo timido tentativo di rispondere in ordine alla solita storia della disparità di trattamento tra il nord e il sud della Puglia in materia di finanziamenti pubblici.
Come abbiamo già rilevato il Salento (LE-BR-TA) è la solita Cenerentola di questa Puglia baricentrica, e le difese d’ufficio non sono sufficienti a cambiare la realtà. Soprattutto non sono utili. La nostra analisi e la conseguente critica riguarda le tabelle del Piano per le Attività culturali – interventi finanziari attinenti all’anno 2011 – che, ci pare, parlino chiaro e che, complessivamente, riportano le singole somme destinate a vari soggetti pubblici o privati.

Ebbene, il totale dei finanziamenti assegnati per quei soggetti operanti nei comuni delle province di Lecce, Brindisi e Taranto si ferma a circa 390 mila euro. La sola provincia di Bari, non come Ente ma come territorio, porta a casa risorse per un ammontare complessivo di 570 mila euro.
Non si comprendono le ragioni di tale disparità o meglio si comprendono alla luce di una spropositata attenzione della giunta regionale verso il nord della Puglia e la provincia di Bari in modo particolare. Tesi sostenuta anche da alcune dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Bari Emiliano e riferite all’azione baricentrica delle politiche culturali della Regione Puglia.

Continua, pertanto, l’ormai proverbiale vortice baricentrico alimentato dalle scelte dell’assessorato regionale alla Cultura che, con una forza centripeta sempre maggiore, destina risorse in quantità ad associazioni ed enti baresi trascurando il Salento che, suo malgrado, deve accontentarsi di risorse esigue, pur avendone certamente maggiore necessità.

La critica è avvalorata dalla presa di posizione di alcuni operatori culturali operanti nel territorio salentino che confermano la nostra analisi.
Saremmo felici di essere smentiti concretamente. In questo senso, se il presidente Vendola, ritagliando un pò di spazio nella sua agenda nazionale, venisse a rendere conto e a illustrare numeri e cifre e rispettive motivazioni di queste scelte “strategiche”, si potrebbe chiarire la situazione a beneficio di tutta la collettività. Le risposte sono gradite e a volte necessarie.

Per esigenze di chiarezza, alleghiamo la delibera che include le tabelle di ripartizione dei finanziamenti fra province, inserite chiaramente all’interno del “Programma delle Attività culturali per il triennio 2010-2012” in modo da rispondere agli slogan dell’assessore Godelli con i fatti, come fanno le persone serie.

Nel dettaglio i finanziamenti sono così ripartiti:

PROMOZIONE DIRETTA
BARI 358.000
BAT 80.000
FG 45.000
BR 15.000
LE 50.000
TA 30.000
ALTRO 78.000
TOTALE 656.000

ENTI LOCALI
BARI 24.000
BAT 18.000
FG 13.500
BR 10.000
LE 62.500
TA 36.000
TOTALE 164.000

PRIVATI
BARI 188.000
BAT 21.000
FG 33.000
BR 15.000
LE 142.000
TA 31.000
ALTRO 11.000
TOTALE 441.000

TOTALE COMPLESSIVO PER PROVINCIA
BARI 570.000
BAT 119.000
FG 91.500
BR 40.000
LE 254.500
TA 97000
ALTRO 89.000
TOTALE 1.261.000

TOTALE SALENTO 391.500

Inoltre, alleghiamo una nota inviata a gennaio riguardante lo stesso tema, con riferimento ad altra delibera, alla quale però nessuno ha dato seguito:

SPETTACOLO: MOV. REGIONE SALENTO, 54% FONDI SI FERMA A BARI

“Pur rappresentando il 30 per cento della popolazione complessiva della Regione Puglia i territori di Bari e provincia godono di oltre il 54 per cento dei fondi regionali per lo spettacolo”. Lo denuncia, in una nota, il Movimento Regione Salento che evidenzia come “anche in questo caso ad essere penalizzate sono le province di Lecce, Brindisi e Taranto che devono accontentarsi delle briciole”.

“Sui complessivi 3 milioni e duecentomila euro previsti per il 2010 nel fondo unico regionale per lo spettacolo – continua la nota – a finire nelle casse di soggetti operanti a Bari e provincia sono un milione 733 mila e 500 euro. Il resto viene diviso alle restanti 5 province della Puglia. Così l’impegno di spesa pro capite è di 1,38 euro per i cittadini della provincia di Bari e di 0,51 euro per quelli del resto della Puglia. Per verificarlo basta analizzare le tabelle allegate alla determinazione del dirigente del servizio attività culturali della Regione del 24 marzo 2010 che attua alcune deliberazioni della giunta. Il fondo, istituito con la legge 6/04 , è lo strumento attraverso il quale l’ente finanzia direttamente i soggetti iscritti nell’Albo regionale per lo spettacolo. Si tratta di tutti quei soggetti che operano nei settori del teatro, della musica, delle danza e del cinema. In Puglia se ne contano 217”.

“Entrando nello specifico – fa notare il movimento – Bari e provincia fanno la parte del leone praticamente in tutti i settori. Per quanto riguarda gli interventi finanziari a sostegno del teatro, sui complessivi 406.500 euro, 285.500 si fermano nel capoluogo. Per la danza: su un totale di 178 mila euro Bari ne prende 103 mila. Per la musica: su un milione e 89 mila euro di interventi, 471 mila euro sono per soggetti di Bari e provincia. E poi ancora, il cinema: su un totale di 324 mila euro a Bari e provincia ne vanno 238 mila. Poi ci sono anche gli interventi per la promozione. 79 mila euro i fondi per quella teatrale, 59 mila vanno a Bari, dei 129 mila euro per la promozione delle attività musicali, quasi tutti, 120 mila, vanno a Bari. Infine la promozione per i soggetti operanti nel cinema: su 92 mila euro totali, 72 mila a Bari”.

“Una situazione – conclude il movimento – che viene condannata dai non pochi soggetti salentini che operano nel campo culturale. Si tratta di imprese e attività che occupano centinaia di persone, in un territorio, quello delle province di Lecce, Brindisi e Taranto, che sta puntando molto sulla leva culturale anche in chiave turistica. In molti operatori lamentano infine l’assoluta discrezionalità nella quantificazione dei contributi, discrezionalità completamente in mano alla burocrazia barese”.

19/04/2011
Ufficio Stampa
Movimento Regione Salento

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