Il Salento non è solo il palcoscenico di eventi prodotti altrove. I risultati di certe scelte ci danno ragione.

20 luglio 2011, @ 8:06PM

Anche su Italia wave Festival avevamo visto giusto. La posizione espressa dal sindaco di Bari ce lo conferma. Lecce ha ospitato un evento, come dice Michele Emiliano, voluto solo per accontentare qualche amico degli amici e per giunta del tutto decontestualizzato dal territorio; se si vorranno realizzare tali manifestazioni in futuro ben venga, ma per evitare figuracce, determinate anche dall’incompetenza in materia dell’Amministrazione guidata da Paolo Perrone e dalla mancanza di una visione delle politiche culturali in questa città, si faccia in modo che vengano prodotte da soggetti locali e non importate dal nord. Non ci servono prodotti confezionati altrove a cui fare da palcoscenico e basta, come ha già stigmatizzato con largo anticipo il Movimento Regione Salento, evitando possibilmente, anche per altri spettacoli discutibili, di offrire a buon mercato il nostro centro storico e la nostra Piazza Sant’Oronzo, simbolo della città e secondo noi poco incline ad ospitare eventi clonati e troppo affollati.

Al posto dei vari festival tarock, affidati ad impresari forestieri, facciamo i nostri eventi, con le nostre peculiarità che rispecchiano le vocazioni territoriali, come in tante occasioni si è dimostrato. Eventi attraverso i quali far emergere la storia e la cultura dei luoghi.
Non facciamo la figura dei polli da spennare ma diamo alle agenzie di produzione salentine e alle associazioni che operano nel settore gli strumenti per fare. Basta avere le risorse adeguate, qui su questo territorio.

Su tante questioni, emerge l’evidente schizofrenia delle scelte di questa Regione Puglia che elargisce e taglia a piacimento senza alcuna strategia efficace. Si producono rassegne inutili e magari si pregiudicano servizi fondamentali di trasporto, con restrizioni che potrebbero portare al taglio di Salentoinbus e Discoinbus, così come denunciato dal presidente della provincia di Lecce.

La situazione in atto, pertanto, mette in luce la necessità e l’urgenza per i salentini di dover autodeterminare le scelte e gli indirizzi amministrativi, di gestione e di promozione delle realtà locali. Tutto quello che ci è stato impedito da una visione centralizzata ed egoistica.

Il centralismo e l’egoismo tipici di una classe politica che provvede solo alla propria autoconservazione. Sono poco credibili, infatti, le dichiarazioni d’intenti sul taglio degli sprechi e sul contenimento dei costi della politica. Al contrario, registriamo contraddizioni quotidiane da parte di chi, come Vendola, si avvale di un numero esagerato di assessori esterni, tutti baresi, in una giunta, tra l’altro, prevalentemente baricentrica. Ma anche da parte di chi, come Palese, fu protagonista dell’innalzamento a 70 del numero dei consiglieri della Puglia. Numero che secondo la visione riformista del nostro Movimento andrebbe notevolmente ridotto e lo sarebbe certamente con una nuova regione: la Regione Salento, unica reale prospettiva di sviluppo.

20/07/2011
di Ufficio Stampa
Movimento Regione Salento

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