Il cieco separatismo non appartiene al Movimento Regione Salento.

28 ottobre 2011, @ 4:33PM

Il cieco separatismo non appartiene al Movimento Regione Salento
La Corte Costituzionale, nella sentenza del 21 ottobre 2011, riferendosi alla realizzazione del Principato di Salerno, ha reso noto che “risulta conforme al dettato costituzionale prevedere che, anche nella fase di promovimento della procedura referendaria volta al distacco di determinati territori da una Regione ed alla creazione di una nuova Regione, siano coinvolte, in quanto interessate, anche le popolazioni della restante parte della Regione originaria.”
Senza entrare nel merito della sentenza, che a mio avviso è evidentemente contraddittoria perché da una interpretazione differente di “popolazioni interessate” a seconda che si proceda ad un referendum per una nuova provincia o una nuova regione, e pur rispettando il parere della Corte, spiace notare come l’ex Presidente della Provincia, On. Ria, non abbia perso occasione per fare polemica.

Accusare coloro i quali abbiano appoggiato l’idea di una futura nascita della Regione Salento, di “cieco separatismo” tale da non tener conto “delle possibili ricadute politiche derivanti dalla creazione autonoma di un nuovo ente territoriale” oltre ad essere politicamente poco elegante, denota un ragionamento frutto di chi ha completamente perso il contatto con questo territorio.

Non è la prima volta che il nostro territorio si batte per la nascita della Regione Salento; quella che per alcuni è un’utopia, per noi del Movimento è l’esigenza di vedere riconosciute la nostra identità, la nostra storia, le nostre radici. Attualmente la denominazione Salento, non viene menzionata neanche sulle cartine geografiche e per questa ragione il nostro Presidente ha lanciato l’idea di chiamare la regione Puglia e Salento, sarebbe, se non altro, un riconoscimento alla nostra identità che porterebbe notevoli vantaggi al marketing ed al turismo del nostro territorio.

Il Movimento Regione Salento, sin dalla sua nascita, ha tenuto conto di quali sarebbero state le possibili ricadute in termini di economia, di vivibilità del territorio, di rispetto dell’ambiente, di servizi offerti ai cittadini. Non a caso, nel presentare il manifesto delle 30 regioni, si è voluto immaginare come sarebbe più facile governare dei territori più piccoli, più omogenei, più efficienti e, anche fisicamente, più vicini al cittadino. Parlare di generiche eventuali ricadute politiche (da mettere in primo piano) appare quantomeno piuttosto riduttivo.

Non dimentichiamoci che le istituzioni nascono per essere al servizio di cittadini, e in tale ottica dovrebbero metterli al centro del dibattito politico. Spesso purtroppo questo non è successo, generando il vento di antipolitica che soffia ancora forte.
In un anno di vita, il Movimento ha sostenuto diverse battaglie in favore del territorio: per la tutela di Punta Palascia, per il proliferare di impianti fotovoltaici che deturpano il territorio favorendo le multinazionali che considerano il Salento una terra di conquista, per la tutela di Porto Miggiano, per la salvaguardia delle coste, per la difesa dei prodotti salentini, solo per citarne alcune. Riteniamo debbano essere queste le “vere” ricadute politiche di cui si dovrebbe tener conto, fatte di attenzione per il territorio e di ascolto di chi lo vive.
Dov’era l’onorevole Ria mentre sradicavano ulivi secolari dal nostro territorio per far posto ai “parchi” del fotovoltaico? Dov’era mentre si concedevano le autorizzazioni per il trivellamento della nostra costa? Perché non si è impegnato con lo stesso fervore, con il quale ha ostacolato una richiesta di referendum popolare, per combattere il fenomeno dell’erosione delle nostre spiagge? Perché non lo vediamo impegnato in prima fila contro i mostri industriali che provocano tumori e morte nel nostro Salento?
Il Salento, caro Onorevole, non solo esiste, ma rivendica con forza quello che, negli anni passati, gli è stato scippato da uomini politici che non hanno esitato a venderlo per un piatto di lenticchie.

Non si può essere pugliesi per sentenza e non si può esultare per aver contribuito ad ostacolare un referendum democratico, chi non capisce questo è un uomo piccolo, già sconfitto dalla sua stessa identità tradita.

Questa meravigliosa terra ha bisogno di gente pronta a sostenerla e ad amarla 365 giorni all’anno, con un impegno costante sul territorio e non con strumentali polemiche utili solo ad ottenere un poco di visibilità per la propria campagna elettorale.
Ricordiamo che solo pochi anni fa lo stesso On. Ria era tra i promotori della Regione Salento, ma si sa la coerenza non è figlia dei nostri tempi.

Noi saremo sempre da una sola parte, dalla parte del Salento, Lei onorevole con chi sta?

28/10/2011
di Cristian Sturdà
Coordinatore
Giovanile Movimento Regione Salento

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