Economie di spesa pubblica realizzabili con un “nuovo” assetto istituzionale degli enti locali.

23 agosto 2011, @ 4:19PM

Fra le misure inserite nella manovra finanziaria definita nel Decreto Legge n. 138 del 13/8/2011 sono comprese la soppressione di 28 province (se si considera l’unificazione di quelle di Campobasso ed Isernia) e l’accorpamento di 1.948 “piccoli” Comuni aventi una popolazione di meno di 1.000 abitanti. Ad entrambi si è attribuita contestuale valenza finanziaria e politica poiché contribuirebbero a ridurre significativamente la spesa pubblica ed il “costo della politica”.A dimostrazione di ciò, di recente ed anche con riferimento alla manovra del governo, sono stati forniti “numeri” attestanti le economie realizzabili mediante la diversa tipologia di intervento. Quale economista del Cantiere Salento, struttura tecnica del Movimento Regione Salento, da qualche tempo sono impegnato nell’analisi e valutazione dei risultati di bilancio del sistema degli Enti Locali resi noti dall’ISTAT allo scopo di determinare le economie possibili susseguenti ad una modifica sostanziale dell’attuale assetto istituzionale riguardante gli Enti Locali. Pertanto, ritengo di essere in grado di affrontare il tema delle “economie” possibili connesse alle misure governative, ma, anche, ove si procedesse effettivamente nell’attuazione della proposta formulata dai promotori della Regione Salento consistente nella rideterminazione del numero delle Regioni adeguandolo con l’istituzione di 10 nuove Regioni così come riportate nella cartina geografica esposta nel sito della Regione Salento. L’argomento qui trattato è stato oggetto di un articolo di stampa a mia firma necessariamente sintetico pubblicato sul Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Brindisi in data 4/8 ultimo scorso..

Alla luce delle decisioni assunte dal Governo(decreto legge) ho ritenuto, quindi, opportuno procedere: 1. alla stima delle “economie” conseguenti all’attuazione delle misure inserite nel decreto legge di agosto, riferite all’accorpamento dei Comuni con meno di 1.000 abitanti, alla soppressione di 28 Province aventi meno di 300.000 abitanti, alla riduzione del numero degli assessori e consiglieri di Regioni, Province e Comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti; 2. alla quantificazione delle “economie derivanti dall’adozione di un nuovo assetto istituzionale basato sull’aumento del numero delle Regioni da 20 a 30 (compresa la Regione Salento), sulla soppressione di tutte le Province, sull’accorpamento dei Comuni con meno di 5.000 abitanti e sulla definitiva istituzione delle Città Metropolitane già previsto nella Costituzione; 3. al confronto fra i valori delle “economie” ottenibili sia nel primo che nel secondo caso.

Relativamente al punto n. 1, rilevato che gli importi evidenziati sono frutto di stime poiché non sono disponibili specifici dati economici, salvo che per le economie riferite alla riduzione del numero di assessori e consiglieri delle Regioni, per la soppressione delle 28 Province, l’”economia” possibile è quantificabile in E/ml. 1.179,2 derivante dalla moltiplicazione del numero di abitanti compresi nelle Province interessate pari a 5.639.675 e la spesa corrente media pro-capite del sistema province pari ad E.207,32; per l’accorpamento dei 1.948 piccoli Comuni, a fronte del quale di prevede la nomina di una figura “monocratica” (tipo borgomastro) senza assessori e consiglieri, l’”economia” realizzabile risulterebbe pari ad E/ml. 2.917,5 derivante dall’utilizzazione della spesa corrente media pro-capite per Comune determinata rapportando la spesa totale corrente 2009 consuntivata dai 5.693 Comuni con meno di 5.000 abitanti per un importo pari ad E/ml 8.591; per la riduzione del numero degli assessori e dei consiglieri di Regioni, Province e Comuni, assunti i numeri determinata in base alle nuove norme in un totale di 49.326 unità, risulta che: per le Regioni, le unità da eliminare sono in totale 376 con un ammontare stimato delle “economie” pari a E/ml 640; per le province, le unità in meno rispetto alle attuali sono pari a 1.953 con “economie” pari ad E/ml 39; per i Comuni aventi una popolazione inferiore a 10.000 abitanti, la riduzione prevista è di 46.997 unità con “economie” pari ad E/ml 761. L’importo complessivo delle “economie” derivanti da tali riduzioni risulterebbe pari ad E/ml 864. In sostanza, le misure assunte nel decreto legge fanno quantificare un importo stimato delle “economie” realizzabili in E/ml.4.960,7.

Relativamente al punto 2., quantificazione delle “economie” ottenibili con la soppressione di tutte le Province, con l’ accorpamento dei Comuni con meno di 5.000 abitanti, con l‘istituzionalizzazione delle Città Metropolitane, con l’ aumento delle Regioni da 20 a 30, si precisa che il loro ammontare è stato determinato procedendo:
prima, alla quantificazione e all’analisi della spesa consuntivata nell’anno 2009 riferita alle Regioni, Province, Comuni, Comunità Montane, Unione dei Comuni, esclusi i risultati delle società partecipate ed agli Enti di secondo grado quali: Consorzi ASI, Società Trasporti Pubblici, Autorità Portuali, A.T.O., I.A.C.P., Consorzi Bonifica, Società municipalizzate e di servizi; poi, alla determinazione delle “economie” realizzabili sulla base dell’aumento del numero delle attuali Regione da 20 a 30, della soppressione delle Province e dell’accorpamento dei Comuni aventi meno di 5.000 abitanti. Il quadro di riferimento utilizzato è attualmente e sinteticamente così composto: le Regioni sono 20 ed hanno consuntivato una spesa complessiva(spese correnti ed in conto capitale) per E/ml 173.923 di cui E/ml. 146.890 per spese correnti. Le Province considerate di cui si dispone dei bilanci sono 106 su 110 (alcune nuove Province di recente istituzione ancora non hanno presentato i propri consuntivi). Quelle con più di un milione di abitanti sono dieci mentre 16 hanno meno di 200.000 abitanti. La spesa complessiva delle Province è stata pari ad E/ml 12.404 di cui E/ml. 9.087 per spese correnti. I Comuni sono 8.094 di cui 5.693(circa il 70% del totale), i cosiddetti “piccoli Comuni”, con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti (pari a circa il 17.20% dell’intera popolazione nazionale),15 con più di 200.000 abitanti(Aree Metropolitane) e 134 con popolazione compresa fra 50.000 e 200.000 abitanti. Il resto (2.252 Comuni) ha una popolazione compresa fra 5.000 e 50.000 residenti. La spesa complessiva dei Comuni è stata pari ad E/ml 71.771 di cui E/ml. 52.683 per spese correnti ( di cui per i piccoli pari ad E/ml 14.038 e spese correnti per E/ml. 8.591). Le Comunità Montane sono 267 con una spesa complessiva di E/ml 1.637 di cui E/ml.1.005 spese correnti. Le Unioni di Comuni sono 337 con spesa totale di E/ml 385 di cui E/ml. 334; esse comprendono 1.200 piccoli Comuni. Il sistema attuale delle autonomie locali presenta una spesa totale pari ad E/ml 260.120, di cui 210.000 per spese correnti,corrispondente ad E/ pro-capite 4.311 per una popolazione totale di 60.340.328 mentre la spesa corrente risulta pari ad E/pro-capite 3.480. Vanno evidenziate fra queste, quella relativa al personale è pari ad E/ml 25.960 e quella degli organi di governo è pari ad E/ml 1.540. Inoltre, sussistono spese per trasferimenti correnti per E/ml 18.440. Relativamente alle spese correnti per funzioni, quella riferita all’amministrazione, gestione e controllo (comprese quelle ora dette)raggiunge l’importo di E/ml 30.637 mentre quella riferita a tutte le altre funzioni è pari ad E/ml 179.412.

Tracciato il quadro di riferimento generale, operando solo sulle spese correnti, è possibile riquantificarne il nuovo ammontare ove si procedesse ad una modifica con legge costituzionale dell’attuale assetto istituzionale mediante la istituzione delle 10 nuove Regioni fra cui la Regione Salento, la soppressione delle Province le cui funzioni verrebbero fatte confluire in quelle analoghe già svolte dalle Regioni che le delegherebbero a loro volta, istituzionalizzando il modello delle Città Metropolitane, ai Comuni capoluogo di Regione ed a quelli con maggiore popolazione ( Comuni “pivot”) ampliandone la competenza funzionale e territoriale sui Comuni limitrofi minori in modo da far loro raggiungere una“soglia dimensionale” per la gestione della funzione amministrativa e di alcune altre fondamentali riferibili ad un bacino di almeno 200.000 abitanti. In tale nuovo assetto sarebbe compreso l’accorpamento dei “piccoli” Comuni in Comuni con almeno 5.000 abitanti (che passerebbero da 5.693 a 2.076) ed il trasferimento delle funzioni svolte dalle Comunità Montane in testa ai Comuni che già oggi vi aderiscono. I piccoli Comuni partecipanti alle Unioni dei Comuni dovrebbero uscirne atteso che le motivazioni della loro partecipazione (svolgimento di alcuni servizi in forma associata) non avrebbero più ragione di sussistere. Il conseguente risultato numerico, le “economie – il “numero”-, che si pone all’attenzione generale, determinato sulla base di realistiche ed oggettive elaborazioni, risulta essere la “nuova” spesa complessiva delle autonomie locali. Tale “numero” è stato determinato calcolando il totale delle economie realizzabili operando sostanzialmente sulle spese correnti e risulta pari ad E/m 30.000 derivante dalla sommatoria delle economie realizzabili con il ridimensionamento della spesa della funzione amministrazione, gestione e controllo, particolarmente quella relativa al personale e agli organi rappresentativi, che è stata rideterminata, considerando il mantenimento delle unità minime necessarie a far funzionare il nuovo assetto istituzionale, in E/ml 4.500 e di quelle conseguite con la contrazione delle spese correnti delle altre funzioni derivante dalla loro aggregazione e relativa ottimizzazione del loro funzionamento, fra cui l’accentramento dei Centri di Spesa di beni e servizi, nell’ ambito delle attività svolte dalle nuove Regioni ed in quelle già esistenti (alcune delle quali quantitativamente rideterminate in relazione alla proposta di nuova loro configurazione geografica) e nel “nuovo” sistema dei Comuni, che ammonterebbe ad E/ml 25.500.

Nello specifico, con riferimento alla attuale composizione della spesa pubblica relativa agli Enti Locali, l’importo complessivo delle “economie” prima determinato in E/ml. 30.000, risulta così quantificato:

a. economie derivanti dalla soppressione delle Province e dal contestuale aumento del numero delle Regioni:

Totale spesa attuale delle Regioni E/ml. 173.923
Totale spesa attuale delle Province 12.404
Totale complessivo 186.327

RETTIFICHE per:
– eliminazione spesa totale personale delle Province – 2.344
– incremento dell’attuale costo delle Regioni per nuovo assetto
istituzionale: utilizzo dell’attuale organico delle Province
per accorpamento delle funzioni oggi svolte
dalle Province e che permane + 200
– eliminazione spesa totale per organi amministrativi Province: – 123
– eliminazione spese per acquisizione immobili; partecipazioni azionarie; crediti; oneri finanziari oltre che delle spese diverse ed oneri; spese acquisto beni mobili e per prestazioni di servizi delle Province: – 8.284
– incremento quota arte delle spese per acquisto beni mobili e prestazioni di servizi da parte delle 30 Regioni per accorpamento funzioni prima svolte dalla Province: + 1.000
– eliminazione del totale dei trasferimenti dalle Regioni alle Province: – 4.994
– eliminazione dei trasferimenti totali per spese correnti delle Province ad altri Enti: – 1.753
Totale rettifiche: – 16.198

Totale Spesa Rettificata E/ml. 170.129

b. spese aggiuntive: per trasferimento personale delle Province a Comuni “Pivot” + 500 per spese in conto capitale aggiuntive per Comuni “Pivot” + 2.500

c. economie derivanti da accorpamento piccoli Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti e da soppressione delle Comunità Montane:

Totale spesa attuale Comuni E/ml. 71.771
Totale spesa attuale Comunità Montane 1.637
Totale spesa attuale Unioni di Comuni 385
Totalecomplessivo 73.793

RETTIFICHE per
– riduzione spesa personale piccoli Comuni per accorpamento E/ml – 1.850
– riduzione spesa organi amministrativi piccoli Comuni per accorpamento – 240
– riduzione spese personale ed organi Comunità Montane – 338
– riduzione spese correnti per funzione amministrativa, gestione e controllo per accorpamento/ottimizzazione – 2.000
– riduzione altre spese correnti relative ad altre funzioni per accorpamento/ottimizzazione – 11.084
– riduzione trasferimenti Comuni alle Comunità Montane – 125
– riduzione trasferimenti per spese correnti dalle Comunità Montane – 655
Totale Rettifiche – 16.302

Totale complessivo nuova spesa pubblica Comuni rettificata E/ml 57.491
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1) Totale complessivo attuale spesa pubblica Enti Locali (a+b+c) E/ml. 260.120
2) Totale complessivo spesa pubblica per nuovo assetto istituzionale (a+b+c) 230.120
3) TOTALE ECONOMIE SPESA PUBBLICA con rettifiche (a+b+c) 30.000
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Da dette elaborazioni, pur mantenendo il totale delle spese in conto capitale necessarie per lo sviluppo dei territori ed i trasferimenti dalle Regioni al sistema dei Comuni (che passerebbero da 8.094 a 5.680, può rilevarsi che la “nuova” spesa complessiva degli Enti Locali sarebbe pari ad E/ml 230.120 (E/pro-capite 3.814) contro l’attuale spesa totale di E/ml 260.120 (E/pro-capite 4.311) con una economia di spesa ( e del “costo della politica”) pari ad E/ml 30.000 corrispondente al 11.55%% del totale attuale della spesa degli Enti Locali. L’ammontare di tali “economie” raggiungerebbe un importo molto più significativo ove si considerassero gli interventi finalizzati alla aggregazione ed alla semplificazione dell’ assetto organizzativo, oltre che alle dismissioni di partecipazioni al capitale di società e/o al patrimonio degli Enti, che potrebbe essere realizzata intervenendo anche sul sistema di società ed Enti che risultano attualmente di interesse del sistema delle autonomie locali (circa 7.000 società).

Con riferimento al punto 3, sulla base dei dati quantificati per i precedenti punti 1. e 2., si evidenzia che,dal confronto fra le “economie” derivanti dal decreto legge di agosto, pari ad E/ml4.961, e dalle “economie” derivanti dall’attuazione del nuovo assetto istituzionale, pari ad E/ml. 30.000, sussisterebbero ampi margini di ulteriore riduzione della spesa pubblica degli Enti Locali ( e del “costo della politica”) ove si procedesse nella direzione della proposta formulata dal Movimento Regione Salento.

23/08/2011
di Umberto Fanuzzi
Cantiere Regione Salento

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