E adesso la Regione Salento, non c’e’ altra strada.

10 dicembre 2011, @ 5:05PM

Chi attende la Regione Salento da decenni oggi ha la possibilità di veder realizzato il suo sogno, così come chi non credeva fino a ieri all’utilità di questo obiettivo adesso ne comprende l’urgenza.
Con le Province ormai esautorate del loro ruolo, in un dibattito che le vede sempre più ai margini delle scelte politiche di riforma dell’architettura istituzionale, la nuova Regione diventa una necessità per tutti.

Il territorio è arrivato a un bivio e deve scegliere tra passato e futuro. La scelta riguarda tutti, perché non è possibile vedere i presidenti delle Province privati della loro minima funzione e perché non è possibile cancellare tutto l’impegno e tutto il lavoro fatto in questi ultimi anni per dare voce ai nostri territori, per qualificare l’immagine di Brindisi, Lecce e Taranto su scala nazionale al fine di creare nuove condizioni di crescita e sviluppo.

L’abolizione totale delle province, o anche soltanto il loro graduale depotenziamento, aprono l’autostrada alla Regione Salento, e anche ad altre nuove regioni, secondo un modello di revisione generale della mappa amministrativa regionale italiana.
Quello che molti pensavano, immaginavano o prevedevano adesso è arrivato a un punto di svolta e le dichiarazioni di tante autorità, politiche e del mondo della cultura e della pubblica amministrazione acquistano una nuova veste di significato, segnando un percorso ormai ineluttabile.

Ricordiamo per esempio le parole del presidente della Corte d’Appello di Lecce Mario Buffa alcuni mesi fa: “Io sono favorevole all’istituzione della Regione Salento. Quando sono stato interpellato, ho aggiunto, a condizione che sopprimano le Province. La soppressione delle Province è una di quelle cose di cui si parla sempre: sarebbe il momento di creare la Regione e sopprimere le province. Che utilità c’è? Le Regioni hanno potestà legislativa che le province non hanno. Quindi l’autonomia locale, attraverso la costituzione della Regione, sia pure attraverso la soppressione delle Province, verrebbe rafforzata perché l’ente locale disporrebbe della potestà legislativa.”

Ancor più attuali le parole dell’ex presidente della Provincia di Lecce Giovanni Pellegrino, noto avvocato amministrativista: “Se dovessimo avere delle Province deboli, allora tanto vale abolirle e cominciare a ragionare nella logica che forse la Puglia è una regione troppo grande. Avere un’unica macro-provincia, a questo punto, con l’idea di poterla innalzare a Regione diventerebbe più logico.”

Altrettanto netta la posizione assunta dall’ex presidente della Provincia di Brindisi Michele Errico che aveva con Pellegrino e Florido, sottoscritto un protocollo d’intesa fra le tre Province salentine nella consapevolezza che…: “ mentre noi, Lecce Taranto e Brindisi, possiamo determinare, con maggiore efficacia e maggiore efficienza, ciò che è meglio, Bari non lo può fare, perché il nostro sistema deve essere, per Bari, misurato su altri sistemi, quello barese e foggiano. Ecco perché un protocollo d’intesa fra i tre presidenti di Provincia non è sufficiente nei confronti di una Regione che è sorda, ma è sorda non perché vuole esserlo, ma perché non può fare di più in quanto gli interessi confliggenti nella Regione sono tanti e tali da lasciare quasi le briciole in questi territori esaltando invece altri. Quindi questa è una rivoluzione

Chiara l’intenzione del presidente attuale della Provincia di Brindisi Massimo Ferrarese. “Se daranno più competenza a questa Provincia, che abbiamo già risanato sotto molti aspetti, io sarò sicuramente contento e soddisfatto di governarla ancora meglio. Se dovessero chiaramente un domani abolirle …, credo sarebbe giusta la Regione Salento. A quel punto, se dovessi fare ancora politica, sarò il primo a dare un aiuto al Movimento Regione Salento”.

Decisa la posizione del Presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido: “Il problema è come avvicinare sempre di più le istituzioni ai cittadini, ecco perché occorre un sistema di riordino, perché la Puglia è grande quanto la Svezia quasi, o quanto il Belgio, ha quasi 4 milioni e mezzo di abitanti e un qualsiasi comune del leccese o del tarantino è distante da Bari quasi quanto è distante da Roma. Il problema dell’articolazione dello Stato c’è, e allora in un processo di riordino bisognerebbe pensare ad un dimensionamento delle regioni. Una regione come la Lombardia che ha 9 milioni di abitanti è uno Stato, un grande Stato, in Europa ci sono molti Stati più piccoli della Lombardia e anche della Puglia. Occorre sedersi e pensare a un riordino, ecco perché è legittimo pensare a una Regione Salento”.

Il Presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, comprende il bisogno di autodeterminazione dei territori di Lecce, Brindisi e Taranto e lo giustifica secondo ragioni di democrazia: “io penso che sia un sacrosanto diritto quello di potersi esprimere sulla volontà di istituzione di una Regione. Andrei invece a ricercare le ragioni che spingono a tutto ciò, evidentemente una politica baricentrica che sempre di più aumenta il divario tra Lecce, Brindisi e Taranto e Bari, inducono e naturalmente determinano posizioni che si consolidano attraverso la volontà popolare che va nella direzione favorevole alla Regione Salento.

Stessa linea da parte del vice presidente della Provincia di Lecce e assessore alla Cultura Simona Manca: “Il riassetto degli enti locali si deve affrontare per motivi di carattere economico, per razionalizzare le spese, ma anche per offrire maggiore attenzione a tutte le comunità. Oggi invece avviene una concentrazione di risorse nel nord della Puglia, come nel settore di mia competenza che è la Cultura… Io ho già espresso apprezzamento nei confronti della proposta di istituzione della Regione Salento, e di un riassetto complessivo laddove si pensi di creare delle regioni a misura della comunità, affinché la regione si interessi in maniera particolare e specifica e con maggiore attenzione del suo territorio e affinché ogni cittadino abbia un riferimento vicino. E’ chiaro che se così dovesse essere le Province non avrebbero più ragione di esistere”.

Insieme a queste dichiarazioni autorevoli ci sono altri pareri espressi, nella stessa direzione, da esponenti del panorama politico e istituzionale, da parlamentari, europarlamentari, consiglieri regionali della Puglia, da 120 sindaci che si sono espressi favorevolmente sul referendum, con 68 Comuni che hanno deliberato l’adesione allo strumento della consultazione referendaria per l’istituzione della Regione Salento.

A questa strada si aggiunge la via parlamentare seguita dalla senatrice Adriana Poli Bortone attraverso la presentazione di un disegno di legge che è al vaglio della commissione Affari Costituzionali. Ma il parere più autorevole è certamente quello di migliaia di cittadini, giovani e donne che sperano nell’avverarsi di un sogno: la nuova Regione per essere protagonisti della svolta e per competere con tutta l’Italia e il resto dell’Europa.

10/12/2011
di Ufficio Stampa
Movimento Regione Salento

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