Dopo le unioni di comuni ora la fusione delle province di Brindisi, Lecce e Taranto.

6 luglio 2012, @ 10:01AM

Il dibattito si allarga, interessante questa posizione del PD

COMUNICATO STAMPA

Nasca ora veramente il GRANDE SALENTO: si proceda alla volontaria fusione delle Province di Brindisi, Lecce e Taranto.
Ciò sarà possibile se i Presidenti delle tre Province lo vorranno.
Dopo anni di programmazione strategica interprovinciale, tesa a superare le criticità del sistema infrastrutturale delle tre Province interessate e a porre in essere strategie comuni nei territori di riferimento, i Presidenti delle Province di Brindisi, Lecce e Taranto vadano sino in fondo, con coraggio e lancino un progetto di fusione dei territori di loro competenza.
Pur senza che vi sia, allo stato, alcun obbligo giuridico di fusione, valido per tutte e tre le realtà provinciali, i tre Presidenti dimostrino di credere realmente al Grande Salento, al quale in questi anni (2000-2012) hanno lavorato, facendo nascere un’unica Provincia.
Questo dipende ora solo da voi e dai comuni interessati!
A differenza del varo della Regione Salento, da più parti vista come una valida proposta per il territorio la cui nascita allo stato appare al momento però difficile, non deriva solo dalla volontà dei territori; ma anche da procedure giuridiche complesse ; dall’obbligo del varo di una legge costituzionale; dalla necessità di approvazione della proposta da parte della maggioranza delle popolazioni interessate attraverso referendum, il mutamento delle circoscrizioni provinciali nell’ambito d’una Regione è stabilito, invece, con leggi della Repubblica, su iniziative dei Comuni, sentita la stessa Regione (art. 133 della Costituzione).

Ai sensi del D.lgs. n. 267/2000, art. 21, per la revisione delle circoscrizioni provinciali i comuni esercitano l’iniziativa di cui all’articolo 133 della Costituzione, tenendo conto dei seguenti criteri ed indirizzi:

a) ciascun territorio provinciale deve corrispondere alla zona entro la quale si svolge la maggior parte dei rapporti sociali, economici e culturali della popolazione residente;

b) ciascun territorio provinciale deve avere dimensione tale, per ampiezza, entità demografica, nonché per le attività produttive esistenti o possibili, da consentire una programmazione dello sviluppo che possa favorire il riequilibrio economico, sociale e culturale del territorio provinciale e regionale;

c) l’intero territorio di ogni comune deve far parte di una sola provincia;

d) l’iniziativa dei comuni, di cui all’articolo 133 della Costituzione, deve conseguire l’adesione della maggioranza dei comuni dell’area interessata, che rappresentino, comunque, la maggioranza della popolazione complessiva dell’area stessa, con delibera assunta a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati;

e) le regioni emanano norme intese a promuovere e coordinare l’iniziativa dei comuni.

Hanno lavorato per il Grande Salento, nell’arco degli ultimi anni, tutti i Presidenti di Provincia che si sono succeduti nel tempo: Frugis, Ria, Rana; Errico, Pellegrino, Florido; Ferrarese, Gabellone e di nuovo Florido.
Con la nascita della Provincia del Grande Salento, avremmo un ente locale di circa 1.800.000 abitanti; di oltre 7.000 Km quadrati; che includerebbe ben 146 comuni e forse potrebbe essere un buon viatico per la futura Regione Salento, allorquando si affronterà anche la riforma del regionalismo in chiave federalista.
E’ giunto ora il momento di agire, di fare ancora più sul serio rispetto a quanto fatto nel passato prossimo e remoto.
Al momento, Sigg. Presidenti, basta il coraggio vostro e di quello dei comuni interessati; per dare ai nostri cittadini un ente più forte, maggiormente competitivo, più virtuoso, certamente più efficace e aderente al tanto invocato principio di sussidiarietà.

06/07/2012
di Luigino Sergio
Direzione provinciale PD

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