Bando ristori, Pagliaro: mai contestati gli aiuti, ma sia data la stessa attenzione a tutte le aziende penalizzate dalla zona arancione

17 Febbraio 2021, @ 3:37PM

Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani.

“Rispedisco ai mittenti – l’assessore Delli Noci e il consigliere Lopane – le accuse di strumentalizzazione che mi si rivolgono, perché sono il frutto di una lettura disattenta e distorta delle mie dichiarazioni in merito al bando ristori della Regione. Basta leggerla, la mia nota diffusa a riguardo questa mattina, per sgombrare il campo da ogni equivoco: ho parlato di equità e di aiutare tutti allo stesso modo.
Non ho mai messo in discussione che agli imprenditori dei venti Comuni penalizzati perché dichiarati in zona arancione nella seconda settimana del dicembre scorso, rispetto al resto della Puglia giallo, spetti un risarcimento per il danno subìto. Quel che ho chiesto, invece, è che lo stesso beneficio venga esteso anche a tutti i ristoratori, albergatori e titolari di agriturismo degli altri territori, ugualmente piegati dalla pandemia perché costretti a non lavorare.
Del resto l’intera Puglia è stata in zona arancione per lungo tempo, ma non sono stati previsti ristori per le attività penalizzate. Perché allora solo per la settimana dall’8 al 14 dicembre? Allora che si aiutino tutti per i periodi arancioni!
Lo ripeto: non ho mai contestato gli aiuti destinati agli imprenditori danneggiati di quei 20 Comuni, ma il mancato ristoro sia dato a tutti gli altri. Il bando ristori, misura sacrosanta benché insufficiente, non può essere circoscritto così, in ragione di una sola settimana di mancati guadagni. Perché la platea delle aziende a incassi zero è ben più ampia, e tutte meriterebbero di essere risollevate.
Qui non c’entra affatto il campanilismo. O c’è chi vive nel terrore che qualcuno possa chiedere gli stessi diritti per tutti i territori? Ne prendo atto ma ripeto, in tutto l’impegno che viene sbandierato, si facciano le cose in maniera imparziale.
Servono molte più risorse, perché la coperta è troppo corta, e lascia fuori migliaia di piccole imprese allo stremo, che rischiano di chiudere per sempre. Se non l’hanno già fatto”.

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