Autonomia in Lombardia e Veneto. Perché nessuno la racconta tutta? Ecco cosa vuol dire fiscalità territoriale di cui parlo sempre!!

22 ottobre 2017, @ 10:27PM

Sud Italia «Se molte regioni del Nord hanno un saldo positivo in fatto di export lo devono al Mezzogiorno dove esportano moltissimo. Dall’analisi presentata oggi, Campania, Puglia, Calabria e Basilicata, risultano infatti caratterizzate da una forte propensione all’importazione di beni da altre aree del Paese e da un interscambio regionale prevalentemente orientato all’interno». Avete appena letto le parole pronunciate nel 2010 da Felice Delle Femmine, in qualità di responsabile territoriale di Unicredit. Lo studio di quella che è una delle principali banche italiane, con sede a Milano, aveva dunque sfatato il mito di un Sud palla al piede del Nord, dimostrando anzi che senza il Mezzogiorno il Settentrione non sarebbe poi così ricco. Se, quando andiamo al supermercato, leggessimo l’etichetta per verificare dove sia la sede legale dell’azienda che ha prodotto l’oggetto che stiamo acquistando, ci accorgeremmo che per gran parte sono situate al Nord. È più difficile, invece, trovare prodotti di aziende con sede legale al Sud, quasi impossibile trovarli al Centro e al Nord, perché le aziende meridionali non hanno la forza di “esportare” al Nord. Quando acquistiamo un prodotto, una parte della somma destinata alle imposte va nelle casse delle regioni dove è situata la sede legale dell’azienda. Esempio: se acquistiamo un panettone “Tre Marie” a Lecce o a Palermo finanziamo anche la Lombardia, poiché Galbusera ha sede legale a Morbegno, provincia di Sondrio, Lombardia e paga le imposte dovute alla sua regione. Altro esempio: se un’azienda X ha sede legale a Treviso, ma lo stabilimento a Mondragone, le tasse le paga in Veneto. Avete capito il giochetto? In tal modo, tutto il disavanzo fiscale recriminato dalle regioni settentrionali, Lombardia e Veneto in primis, dal Sud torna al Nord e pure con gli interessi. Mettiamoci anche la disparità di investimenti statali tra le varie aree d’Italia (al Nord si investe di più), mettiamoci che oltre il 90% dei fondi dell’allora Cassa del Mezzogiorno sono stati dirottati alle grandi aziende del Nord, mettiamoci la carenza infrastrutturale del Mezzogiorno, mettiamoci che i grandi eventi sono stati sempre organizzati da Roma in su. Se Lombardia e Veneto chiedono l’autonomia, allora potrebbero chiederla anche le regioni del Sud, dove si trovano molto spesso gli stabilimenti industriali delle aziende che hanno sede legale al Nord. Stabilimenti al Sud (manodopera e materie prime a basso costo), sedi legali al Nord – sì, proprio così. Se, allora, le regioni meridionali ottenessero l’autonomia o facessero come l’Emilia-Romagna (prima mossa), potrebbero anche stabilire che le tasse debbano rimanere nella regione dove si trova lo stabilimento o dove viene effettuato l’acquisto (seconda mossa). Così gli acquisti dei “meridionali” finanzierebbero le casse delle regioni meridionali, che potrebbero usare i soldi per investire nella sanità, nell’istruzione, negli asili, nel creare occupazione, nelle infrastrutture e così via. Le grasse casse “nordiche” sarebbero costrette a una dieta non indifferente. Potrebbero sembrarvi delle baggianate, tuttavia, se ci pensate bene, non lo sono. Tutt’al più una favola, ma solo a causa dell’ignoranza, dell’incapacità, del disinteresse e della collusione delle classi dirigenti meridionali. I movimenti meridionalisti, nel frattempo, latitano e/o annegano nella discordia. Non sarebbe bello non dover curarsi fuori regione? Non sarebbe bello frequentare un’Università nella propria regione, invece di spendere soldi (tasse universitarie, affitti, consumi) nelle regioni settentrionali? Non sarebbe bello non dover emigrare al Nord per lavorare? Che, poi, perché si usi il termine “emigrare” pur restando in Italia non lo abbiamo capito: l’emigrante dovrebbe essere colui che si sposta in un’altra nazione, no? Sarà che, forse, l’Italia non è mai stata una nazione davvero unita. Nel frattempo, oltre a prendere coscienza dello stato reale delle cose, cosa possiamo fare noi, in questo momento? Possiamo abbracciare il progetto Salento Doc: leggere dove si trova la sede legale dell’azienda di cui ci accingiamo ad acquistare il prodotto, e spendere i nostri soldi di conseguenza.

Lecce, 22 ottobre 2017

di Paolo Pagliaro
Ufficio di Presidenza Nazionale Forza Italia
e Presidente MRS

Posted by
Categories: Articoli

Nessun commento all'articolo
Lascia un commento