Al Bano abbandona il web: social e controindicazioni

9 agosto 2017, @ 5:24PM

“Facebook, Twitter, Instagram, la rete, l’infinito, e l’uomo che dal suo eremo pensa di stare al centro dell’Universo con un click. È cambiato il modo di comunicare. Ci siamo aperti al nuovo mondo di internet. Il futuro dobbiamo accoglierlo sempre a braccia aperte perché non accettarlo significherebbe non voler progredire. Però dobbiamo stare molto attenti agli effetti che possono manifestarsi, a causa di questo tipo di incontri che lasciano la possibilità di svelare la parte peggiore del proprio ego, protetti da uno schermo del computer o di uno smartphone. Bisogna stare attenti alle illusioni che sono capaci di generare”, dichiara Paolo Pagliaro. “Ahinoi negli ultimi tempi assistiamo ad una rottura di tutti i freni inibitori che liberano il modo di pensare e interpretare i fatti e modificano la maniera di interazione sociale usuale. Nei giorni scorsi abbiamo assistito ad esempio all’abbandono del mondo virtuale da parte di Al Bano. Il noto cantante di Cellino San Marco ha motivato la decisione, l’ ha fatto per le “Assurde ed inaccettabili reazioni quotidiane piene di odio, rozzezza e violenza” che ha subito, leggendo. I suoi profili (così come tanti altri di personaggi molto noti) erano gestiti da una persona di fiducia che si è ritrovata sommersa dagli insulti ai quali si è deciso di non replicare. Accade che ognuno si sente autorizzato di osare, esagerare, commentare su tutto, per mettersi in mostra, per farsi notare, o semplicemente per sfogare i propri istinti. E questo non va bene. Questo meriterebbe di essere corretto. Molti dei profili che fanno della tuttologia un’arte sono dei fake, sono falsi, e si sentono ancora più liberi di offendere, sputare veleno e sentenze. Era un rischio da correre per aprirci al futuro oppure è soltanto una controindicazione alla quale nessuno aveva pensato? Vero è che adesso si sta esagerando. L’educazione e il rispetto devono essere e rimanere alla base di tutti i rapporti, sia reali, sia virtuali. Speriamo che questo malcostume sia superato e resti soltanto un parte, un ricordo, di un tragitto che ci porterà veramente nella comunicazione globale”, conclude Paolo Pagliaro.

Lecce, 9 agosto 2017

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