Adriana Poli Bortone: “la Regione Salento, una strada da percorrere”

17 settembre 2010, @ 7:17PM

Da Io Sud una spinta concreta e partecipativa per intraprendere la strada del referendum propositivo e della costituzione della Regione Salento. E’ quanto lascia intendere in termini positivi e costruttivi anche la presidente nazionale del movimento di Io Sud, Adriana Poli Bortone, che è stata tra l’altro promotrice con il suo gruppo di riferimento al Comune di Lecce di un ordine del giorno proprio sul tema tanto dibattuto in questi ultimi tempi per verificare la volontà popolare e le condizioni di fondo per l’istituzione di una Regione Salento. E la Poli Bortone caldeggia ovviamente la via del referendum popolare da sempre “massima espressione di democrazia partecipata”.

Senatrice Poli Bortone cosa ne pensa di questa proposta di istituzione della Regione Salento? 

Per quanto mi riguarda e così gran parte dei componenti di Io Sud sono favorevole a percorrere la strada della Regione Salento che non intacca minimamente l’unità d’ Italia e continua a sviluppare, nella forma delineata dal professor Melica, quel progetto di Grande Salento nel quale abbiamo creduto allorché i tre sindaci delle città di Lecce, Brindisi e Taranto si misero insieme per avviare iniziative comuni.

Idea da perseguire quindi e non ormai anacronistica come pensa chi non è d’accordo sulla questione?

Questo tema è indubbiamente attuale e lo è ridiventato in seguito all’attuazione del federalismo. L’esaltazione delle autonome identità locali è un tema a cui nessuno può sottrarsi o farne una questione di appartenenza, di schieramenti o di posizione preconcette. Oltretutto la forma referendaria soprattutto in termini di referendum propositivo è la forma di consultazione più democratica che si possa immaginare, per cui saranno i pugliesi a decidere autonomamente senza nessun tipo di imposizione dall’alto.

L’ultima parola al popolo salentino dunque?

Il dividersi nella semplice possibilità lasciata ai cittadini di conseguire un obiettivo credo, che sia una cosa saggia.

Il Salentino 17/09/2010
di Vittorio Calosso

 

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