ACCORDO PROGRAMMATICO TRA MODERATI IN RIVOLUZIONE E MOVIMENTO REGIONE SALENTO

9 gennaio 2013, @ 12:22PM

Si conviene e si stipula il suddetto accordo politico elettorale, sotto forma di Patto federativo, tra Movimento Regione Salento e Moderati in Rivoluzione.

Tale accordo si fonda sul comune sentire ideale e politico e poggia le sue basi sul bisogno di rilanciare la partecipazione popolare per un nuovo protagonismo democratico, con particolare attenzione alle peculiarità territoriali dell’intero panorama italiano.

MRS e MIR si impegnano a sottoscrivere un’alleanza elettorale mirata al raggiungimento di molteplici obiettivi programmatici inseriti nell’ambito di una maggiore e variegata rappresentatività politica che guardi alla società civile, dalla quale attingere nuove risorse per un cambiamento del tessuto politico nazionale, regionale e locale.

Un sodalizio fattivo e una ricercata unità d’intenti che possano muovere nel solco della discontinuità da una classe politica che non ha saputo assecondare le sfide della modernità, del progresso e dello sviluppo economico e che, invece, sono il primo elemento di preoccupazione per ogni eventuale classe dirigente di nuova elezione.

In quest’ottica MRS e MIR intendono contrastare la sclerotizzazione della classe politica puntando su figure nuove, espressione del panorama produttivo e del mondo delle professioni o di qualsivoglia altro settore lavorativo, purché portatrici dei valori di rinnovamento e meritocrazia che devono animare lo spirito rivoluzionario dell’accordo in oggetto.

La difesa della dignità del lavoro, la tutela del patrimonio ambientale e naturalistico, la promozione del benessere sociale e il radicamento dei valori di identità nazionale e territoriale sono gli assi portanti dell’accordo programmatico all’interno del quale si intende far confluire la “buona novella politica” di cui i due soggetti sottoscriventi sono portatori.

La prospettiva sociale che si apre da questi punti programmatici è di esempio e stimolo alla parte buona del Paese che non si arrende alle difficoltà della Crisi economica e che vuol riportare l’Italia al centro dello scacchiere internazionale sul piano economico, culturale e civile.

MRS e MIR si impegnano a perseverare nella ricerca di soluzione riformiste che aiutino l’Italia a uscire dalla secche che l’hanno costretta ad annaspare nel mare delle incertezze, promuovendo un’azione di sintesi delle emergenti richieste di riforma dell’architettura istituzionale a partire dall’alleggerimento della macchina burocratica e dallo snellimento dell’attività amministrativa nei sottolivelli del Governo della cosa pubblica.

Tutto ciò a partire da una riforma del regionalismo, che consenta una revisione non solo del numero delle attuali Regioni ma anche dei loro confini, secondo logiche di coerenza territoriale, prossimità amministrativa e identità culturale.

MRS e MIR guardano ad un Neoregionalismo di prospettiva europeae di respiro modernista che sottragga i territori all’abbandono governativo, che limiti la centralizzazione e che sovverta le logiche della cattiva politica con le buone prassi della gestione “del buon padre di famiglia”.

MRS e MIR si impegnano a orientare l’azione politica verso una nuova visione, ovvero nella direzione di una riorganizzazione delle Amministrazioni periferiche a partire dalle Regioni. La proposta di un nuovo Regionalismo che sia giusto contrappeso alla centralità di uno Stato che non funziona in modo efficiente.

La riforma del regionalismo perseguirà la strada di un organismo amministrativo capace di garantire risparmio dei costi, contenimento della spesa pubblica e valorizzazione delle risorse locali, percorrendo in prospettiva l’idea dell’eliminazione delle Province aprendo all’idea di un Federalismo funzionale con nuoveRegioni efficienti, omogenee, di dimensioni ottimali, con sufficiente vivacità economica, prossime al cittadino e che potranno essere definite in base alle caratteristiche storiche, economiche e demografiche.

Sul piano elettorale MRS E MIR puntano al rinnovamento della nomenclatura politica, puntando su liste attrezzate e rappresentative dell’Italia reale, con l’inserimento di cittadini stimati, di comprovata e specchiata moralità, di esperienza e buona volontà, espressione di Movimenti radicati sul territorio e non di sortilegi romani di dubbia provenienza.

Spetterà ai quadri dirigenti dei due Soggetti sottoscriventi disciplinare l’organizzazione territoriale della federazione con equanime rappresentatività, prevedendo adeguata rappresentanza nell’attività politica quotidiana del nuovo organismo politico su base regionale e provinciale.

Si tratta di una questione di grande interesse per la necessità di radicamento sul territorio del nuovo soggetto che nasce dal patto federativo che viene ad essere ratificato per volontà dei fondatori dei due Movimenti e per scelta della base, composta da migliaia di associati.

L’anima rivoluzionaria del Patto Federativo costituisce legittima garanzia di successo per il futuro dell’attività politica da svolgere in tutte le sedi, nel campo dell’informazione in modo particolare per trasferire messaggi chiari ed efficaci al fine di sganciare la propaganda elettorale dal solito macchinoso ingranaggio politico di stampo partitico.

Libertà e democrazia siano i confini cartacei di questo accordo, ma non rimangano solo documenti redatti, ma siano nuova sostanza vitale per la crescita e il rafforzamento di una nuova cittadinanza e di una sensibilità politica risorgente.

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